Ex Tiberghien e Variante 23, il passato che ritorna. Pd: "Limitare il commerciale"

Si torna a parlare del progetto di riqualificazione dell'area Ex Tiberghien, ad oggi ancora appeso all'eventuale approvazione definitiva della Variante 23 che raddoppierebbe l'area edificabile adibita a "commerciale"

Le macerie dell'ex Tiberghien e sullo sfondo la chiesa di San Michele

Dopo la notizia diffusa ieri della richiesta di rinvio a giudizio della coppia Giacino-Lodi per una vicenda, tutta da verificare in sede processuale, di presunta concussione, si è tornati a parlare dell'area dell'ex Tiberghien. Una zona nella quale un tempo sorgeva un glorioso polo industriale di Verona ed ora abbandonata a se stessa ormai da diversi anni.

«Al di là dei risvolti giudiziari della speculazione sulla palazzina ex Enel di via Tiberghien, - fanno sapere i consiglieri comunali del Pd - il vero dato politico-amministrativo riguarda la Variante 23 che, per così dire, è morta ma non sepolta. La scorsa amministrazione, infatti, non ha fatto in tempo ad approvarla in seconda lettura e il procedimento attende ancora di trovare una conclusione, incombendo sul futuro di San Michele Extra e di altri quartieri».

Il piano di riqualificazione dell'ex lanificio Tiberghien, compreso proprio all'interno della suddetta Variante 23, prevederebbe la possibilità di edificare per oltre 28 mila metri quadrati su una superficie totale di poco più che 38 mila metri quadri. Nel caso la Variante 23 venisse prima o poi approvata, un'area di poco oltre i 15 mila metri cubi potrebbe essere adibita a "commerciale", di fatto raddoppiando quella prevista originariamente, con la possibilità che vengano costruiti edifici anche ad alto impatto ambientale.

Da parte dell'attuale amministrazione sul tema vige una certa cautela, peraltro apprezzata dallo stesso gruppo consiliare comunale Pd composto da Carla Padovani, Stefano Vallani, Federico Benini ed Elisa la Paglia che in una nota fanno sapere: «Apprezziamo la cautela con la quale l’assessore Segala sta trattando la questione e diciamo che se i criteri di valutazione riguarderanno la difesa del verde, come nel caso della Cercola, e la limitazione dell’eccesso di commerciale previsto dalle precedente amministrazione, come nel caso del Tiberghien, saremo disposti a metterci a servizio dei cittadini e a dare una mano per una positiva conclusione dei diversi conflitti aperti sul territori». 

«Sulle superfici commerciali all’ex Tiberghien, - concludono quindi i consiglieri del Partito democratico - che la Variante 23 vorrebbe raddoppiare, ci auguriamo che l’orientamento dell’amministrazione sarà quanto più restrittivo possibile».

 

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