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Strage del bus ungherese, chiesto il rinvio a giudizio per i sei indagati

L'accusa è omicidio stradale plurimo. Tra gli indagati non c'è solo l'autista del mezzo ma anche il progettista e i collaudatori delle barriere di sicurezza installate sull'autostrada A4

Erano diventati sei gli indagati per l'incidente stradale del bus ungherese avvenuto nel gennaio del 2017 vicino al casello di Verona Est sull'autostrada A4. E tutti e sei si dovranno presentare davati al giudice alla fine del prossimo mese di ottobre, perché ieri, 23 maggio, il pubblico ministero ha chiesto per loro il rinvio a giudizio, come scritto da TgVerona. L'accusa è omicidio stradale plurimo.

La strage è avvenuta nella notte del 20 gennaio. Un autobus con a bordo una gruppo di studenti ungheresi di ritorno da una gita in Francia si schianta contro un pilone dell'autostrada Serenissima. In totale muoiono 17 persone, per la maggior parte ragazzi giovanissimi. Tra i superstiti c'è l'autista del mezzo, che sarebbe andato a sbattere a causa di un colpo di sonno. Tra i sei indagati c'è anche lui, oltre al responsabile della tratta Brescia-Padova, il capo dell'ufficio tecnico che progettò le barriere di sicurezza e anche i componenti della commissione per il collaudo delle barriere. La tesi della procura, dunque, è che dietro questo incidente non ci sia solo la palese responsabilità dell'autista, ma anche l'inadeguatezza delle strutture che avrebbero dovuto evitare l'impatto tra l'autobus e il pilone.

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