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Rifiutano di esibire documenti e di fare l'alcol test: «Siamo soggetti di diritto internazionale»

Due persone sono state fermate a Garda nel pomeriggio di domenica dalla Polizia Locale, che successivamente ha chiesto il supporto dei militari

 

Nel pomeriggio di domenica 26 aprile, i carabinierin della stazione di Pastrengo sono stati chiamati all'intervento in via Preite, a Garda, per assistere una pattuglia della Polizia Locale che, poco prima, aveva sottoposto a controllo un’auto. I due occupanti del mezzo, due cittadini italiani, sin da subito non avrebbero permesso un’agevole identificazione dichiarandosi “soggetti di diritto internazionale” e, pertanto, svincolati dal rispetto delle leggi nazionali. I militari, messi al corrente della situazione dal personale della Locale, hanno chiesto quindi ai due di esibire i documenti di identificazione e di circolazione del veicolo, ricevendo però un rifiuto da parte dei due, che non avrebbero ritenuto necessaria l’esibizione materiale dei documenti.

Uno dei due, il conducente, stava registrando tutte le fasi del controllo utilizzando in successione due telefoni. Aspetto che naturalmente non è sfuggito agli uomini dell'Arma, i quali hanno manifestato chiaramente il netto diniego al trattamento illecito e alla diffusione delle registrazioni, nutrendo però sospetto che il tutto fosse già in fase in pubblicazione sui profili social dell'individuo. Quest'ultimo, nella circostanza, affermava ripetutamente che i carabinieri avrebbero risposto dinnanzi alla Corte di Strasburgo per la grave violazione dei diritti che stavano commettendo nel procedere al controllo: in quanto "soggetto di diritto internazionale", si riteneva infatti svincolato dal rispetto delle leggi nazionali. 

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Durante il controllo i militari avrebbero notato alcuni sintomi che lasciavano intendere che il conducente fosse sotto l'effetto di alcolici o sostanze stupefacenti e gli hanno quindi chiesto se intendesse sottoporsi ai test per verificare la sua idoneità alla guida. L'uomo si è rifiutato categoricamente, ritenendolo una ulteriore e grave violazione che avrebbe leso i suoi diritti di "soggetto internazionale", ed è scattato dunque il sequestro amministrativo per la confisca del mezzo, come disposto dalla normativa vigente.

Soltanto dopo una continua opera di convincimento, i militari riuscivano a farsi consegnare i documenti di identità dei due e del veicolo in uso, poco prima che questo venisse rimosso; inoltre, non avendo giustificato il motivo della loro presenza nel luogo, gli agenti della Polizia Locale di Garda procedevano a carico di entrambi con la sanzione amministrativa prevista per le violazioni imposte dal D.C.P.M. in materia di contenimento della diffusione del virus Covid-2019, poiché si trovavano fuori dalle loro abitazioni senza giustificato motivo; il conducente del veicolo, in particolare, è risultato essere addirittura domiciliato in provincia di Mantova e non ha fornito alcuna spiegazione plausibile in merito alla sua presenza a Garda nel pomeriggio del 26 aprile.

Al termine delle attività dei carabinieri di Pastrengo, il conducente è stato deferito all'autorità giudiziaia per il reato di calunnia relativamente all'operato dei militari e trattamento illecito di dati personali, nonché per il rifiuto dell'accertamento etilometrico e delle sostanze stupefacenti, con conseguente sequestro amministrativo per confisca del mezzo utilizzato e al ritiro immediato della patente di guida. 
Ritenendo che le immagini potessero essere state già messe in rete con dirette su profili social, i carabinieri hanno proceduto anche al sequestro penale dei due telefoni cellulari, poiché ritenuti pertinenti ai reati predetti.

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