Coronavirus, tornano al lavoro gli operatori sanitari asintomatici isolati

Per la sanità veneta, significa il rientro di 656 operatori e nel Veronese sono: 95 per l'Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria, 23 per gli ospedali dell'Ulss 9 Scaligera e 6 per l'ospedale di Negrar

Foto di repertorio

È iniziata in Veneto l'operazione di rientro in servizio di tutti gli operatori sanitari asintomatici, posti finora in isolamento per contatto a rischio di coronavirus e sottoposti a sorveglianza attiva. Con l'articolo 7 del decreto varato ieri, 9 marzo, dal Governo vengono introdotte delle misure urgenti per il potenziamento del servizio sanitario nazionale per fronteggiare l'emergenza. Tra queste disposizioni c'è il richiamo in servizio del personale rimasto finora in isolamento per un contatto a rischio con chi è contagiato. I dipendenti della sanità pubblica sono dunque sospesi dalle loro attività solo se manifestano i sintomi del coronavirus e se sono positivi al test.

Per la sanità veneta, la novità di oggi significa che potranno tornare al lavoro 656 operatori in tutto il territorio regionale. Tra di loro ci sono quelli del Veronese: 95 nell'Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria, 23 negli ospedali dell'Ulss 9 Scaligera e 6 all'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

Alla comunicazione è stato allegato anche un dettagliato documento, nel quale si indicano le procedure da seguire per il rientro, per la gestione dei casi sintomatici o asintomatici, per la dotazione di sicurezza da assicurare a tutto il personale, sanitario e non, che operi in stanze con pazienti contagiati, in altre aree di transito dei pazienti, al triage, nei laboratori, nelle aree amministrative, negli ambulatori intra- ospedalieri e del territorio, in tutti gli ambulatori, nelle sale d’attesa, nelle ambulanze e nei mezzi di trasporto, nell’assistenza domiciliare.

Ringrazio uno per uno tutti i 57mila lavoratori della nostra sanità che si stanno prodigando senza porre limiti alla fatica - ha detto il presidente della Regione Luca Zaia - e assicuro tutti che questa decisione è stata presa su basi rigorosamente ed esclusivamente scientifiche. Ce lo hanno indicato i nostri esperti di fama internazionale ed è sulla base di questi loro pareri che abbiamo chiesto al Ministero della Sanità di modificare la normativa in questione. Il Ministero ha accolto la nostra segnalazione e l'ha inserita nel decreto. In totale sicurezza siamo così riusciti a dare una boccata d’ossigeno al nostro sistema sanitario, che sta dimostrando efficienza e abnegazione anche superiori a quelle che già conoscevamo”.

«Il rientro in servizio di questi operatori - ha aggiunto l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin - si aggiunge alla massiccia operazione di ingaggio di nuovi medici e operatori con procedura d'urgenza che stiamo attuando con 525 nuove assunzioni scorrendo le graduatorie già formalizzate di Azienda Zero. I nuovi provvedimenti assunti a livello nazionale, peraltro, ci consentono anche di guardare all'esito dei due bandi di agosto che abbiamo lanciato per i medici laureati e abilitati, ma non ancora specializzati. Allora erano rivolti a dare una risposta immediata alla carenza di medici che già si palesava pesantemente. Oggi potrebbero essere utilissimi anche per fronteggiare la grande e imprevista emergenza coronavirus».

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Nella lettera inviata oggi dalla Direzione Prevenzione, si specifica, tra l’altro, che nell’esecuzione dei tamponi priorità assoluta viene data alle richieste per finalità cliniche di pazienti gravi, e successivamente alle richieste degli operatori sanitari, che verranno comunque evase con tempestività.

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