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Alta Velocità Brescia-Verona. Discusso il ricorso dei No Tav al Tar del Lazio

"Ora non resta che attendere la sentenza definitiva - commentano - Per il momento ci riteniamo soddisfatti per questa che è una delle tante iniziative promosse per contrastare questa opera inutile costosa e devastante per l'ambiente"

Si è tenuta nella giornata di ieri, 9 gennaio, l’udienza davanti al Tar del Lazio per discutere il ricorso presentato dal Coordinamento No Tav Brescia-Verona a maggio 2016.

A darne notizia è il coordinamento stesso, rappresentato dall'avvocato Fausto Scappini. All’udienza pubblica hanno presenziato alcuni rappresentanti del Coordinamento No Tav Brescia-Verona, del Comitato Cittadini di Calcinato, del Comitato Castelnuovo Futura e del Comitato del Parco delle Colline Moreniche. Erano inoltre presenti due parlamentari del Movimento 5 stelle, Vito Crimi e Dino Alberti, anch’essi ricorrenti.

L'avvocato Scappini ha richiesto il rinvio dell'udienza, considerando che la memoria difensiva era stata depositata soltato il 23 dicembre 2016, limitando quindi la possibilità di rispondere. Dopo alcuni dubbi, la giudice ha deciso di non accettare il rinvio e quindi di avviare la discussione.

"Si è trattata di una discussione molto vivace - scrivono i No Tav - in cui l'avvocato Scappini ha ben difeso la posizione del Coordinamento nel merito dei vizi eccepiti nel ricorso. La controparte ha sostenuto l’inammissibilità del ricorso appellandosi alla eterogeneità dei soggetti ricorrenti ed a presunti conflitti di interesse".

Tanti i punti evidenziati dal legale dei No Tav, tra cui la violazione delle norme europee sull’appalto pubblico, l'illegittima reiterazione del vincolo d’esproprio e il grave pregiudizio al territorio derivante dalla procedura dei lotti costruttivi.

"Ora non resta che attendere la sentenza definitiva - concludono gli aderenti al Coordinamento No Tav Brescia-Verona - Per il momento ci riteniamo soddisfatti per questa che è una delle tante iniziative promosse per contrastare questa opera inutile costosa e devastante per l’ambiente". Tra le altre iniziative c'è anche quella di evitare la creazione di una fermata intermedia dell'Alta Velocità tra Brescia e Verona per coprire il bacino turistico del Lago di Garda. E per questa battaglia pare sia più forte il sostegno dei territori, sia dalla parte bresciana sia da quella veronese. 

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