Cronaca Legnago / Via Angelo Scarsellini

Ricomincia a picchiare la moglie e lei per scappare salta giù dalla finestra

In un piccolo centro della Bassa veronese, una 36enne è stata costretta a rifugiarsi dai vicini per sfuggire alla ire del marito, denunciato una prima volta già nel 2013 per il medesimo motivo ma poi perdonato

Nel 2013 lo aveva già denunciato una prima volta, al termine di una lite sfociata nelle percosse. Da lì la decisione di lasciarlo, per poi però perdonarlo e dargli una seconda chance, fino a quando, quattro sere fa, non è stata costretta a saltar fuori dalla finestra per sfuggire alla sua ira. 

Mercoledì scorso, come racconta il giornale L'Arena, una donna di origini moldave di 36 anni si è lanciata dal primo piano della sua villetta al termine di una discussione degenerata nella violenza avuta con il marito 46enne di origini campane. Il tutto è partito intorno alle 21, quando i due figli si erano già ritirati nelle rispettive stanze e la cena era stata consumata: l'uomo avrebbe iniziato ad alzare la voce per futili motivi, per passare poi alle vie di fatto, colpendo la compagna con sberle e pugni, arrivando a che a trascinarla per i capelli. La 36enne ad un certo punto è riuscita a divincolarsi dalla presa dell'uomo, furibondo, e a chiuderlo fuori dalla porta prima di rifugiarsi nel bagno: un espediente che avrebbe dovuto dare il tempo al campano di tranquillizzarsi. Invece quando il 46enne è rientrato, la donna ha subito capito che la situazione non era migliorata e ha quindi deciso di compiere un salto di tre metri, dopo essersi attaccata al davanzale, atterrando in giardino. Con il viso tumefatto, in vestaglia e ciabatte, è corsa dai vicini che hanno subito lanciato l'allarme al 112. 
Sul posto è giunta una pattuglia del Norm di Legnago, che ha prima ascoltato il racconto della donna, per poi trasferirla al Pronto Soccorso del Mater Salutis, mentre il 46enne è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia ed accompagnato nel carcere di Montorio dove ieri si è svolta l'udienza: arresto convalidato e custodia cautelare in carecere in attesa del processo. La 36enne invece è stata tenuta sotto osservazione: le sono state riscotrate contusioni varie e un trauma facciale, è stata così dimessa il giorno dopo con una prognosi di 20 giorni. 

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