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video hot ricatto luci rosse - immagine di repertorio

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Rinviato a giudizio per un ricatto a luci rosse, ma non si sa dove sia

Vittima dell'estorsione da circa 50mila euro sarebbe stato un imprenditore

Erano stati arrestati nell'ottobre del 2016 dai carabinieri di Verona due fratelli marocchini, con l'accusa di estorsione continuata in concorso. Entrambi erano finiti in manette, proprio mentre intascavano una considerevole somma di denaro, estorta ad un imprenditore agricolo che, in precedenza, aveva già consegnato in più occasioni ingenti somme di denaro, arrivando a un totale di 50 mila euro.

Alla base di tutta la vicenda vi era un filmato a luci rosse che ritraeva protagonista anche l'imprenditore 60enne, il quale aveva inizialmente intrattenuto dei rapporti di lavoro con i due fratelli. Poi però arrivarono le minacce di divulgazione in rete del filmino che lo ritraeva e le conseguenti dazioni di denaro per mantenere tutto sotto traccia. Quando però, dopo aver raggiunto i 50 mila euro, le richieste non si fermarono, l'imprenditore agricolo decise di rivolgersi ai carabinieri e scattarono allora le manette per i due fratelli. 

Nella giornata di ieri, secondo quanto riportato dal quotidiano L'Arena, uno dei due fratelli, il 28enne I. N., l'unico ad essere poi stato indicato quale effettivo responsabile del ricatto, ha subìto il rinvio a giudizio da parte del giudice per l'udienza preliminare. L'aspetto singolare della vicenda è, tuttavia, che non si sa dove sia l'uomo in questione rinviato a giudizio. Il 28enne marocchino accusato, infatti, dopo l'arresto era stato rilasciato nel gennaio 2017 ed in seguito aveva fatto perdere le sue tracce. Proprio per questo il prossimo marzo non potrà che essere giudicato in contumacia.

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