Scandalo pedofilia all'istituto Provolo. Nuove scoperte della Rete L'Abuso

L'associazione delle vittime di preti pedofili ha consegnato in procura a Verona delle integrazioni alle precedenti denunce presentate in seguito al caso dell'istituto argentino

La Rete L'Abuso Onlus, associazione italiana delle vittime di preti pedofili, continua a seguire da vicino la vicenda del sacerdote veronese Nicola Corradi, arrestato in Argentina con l'accusa di aver abusato sessualmente dei bambini sordomuti dell'istituto Provolo di Mendoza, chiuso un mese fa dalle autorità argentine.

Nello scorso mese di gennaio, L'Abuso Onlus aveva presentato tre denunce alla Procura della Repubblica di Verona per chiedere di verificare la presenza o meno di omissioni da parte dei responsabili giuridici del sacerdote. E nei giorni scorsi, l'associazione si è ripresentata in procura per aggiungere due integrazioni alle informazioni in precedenza fornite. Tra queste integrazioni ci sono due interviste giornalistiche e alcuni documenti ottenuti in Argentina grazie al lavoro dell'avvocato Carlo Lombardi, che a Mendoza rappresenta la Rete L'Abuso Onlus.

L'associazione ha così scoperto che in Argentina gli istituti come il Provolo "al fine di perseguire le proprie finalità - si legge sul sito de L'Abuso Onlus - godono di particolari privilegi, di molta autonomia e agevolazioni nel rilascio dei permessi di soggiorno e di residenza per il personale ecclesiastico, che naturalmente viene indicato dai vertici. Altri documenti dell'Autorità Giudiziaria di Mendoza, si riferiscono a un procedimento penale del 2008 per presunti abusi commessi da un collaboratore dell'istituto ai danni di un allievo 14enne, dove compare anche il nome di don Nicola Corradi, tirato in ballo da una assistente sociale. Si scopre così che malgrado le varie denunce fatte all'autorità ecclesiastica, Corradi sia stato messo a dirigere l'istituto di Mendoza, a quanto sembra fino al giorno del suo arresto". L'associazione aggiunge poi la reazione del vescovo locale di Mendoza, monsignor Carlos María Franzini, che non ha ricevuto notifiche di precedenti penali dei sacerdoti imputati. "Non abbiamo nemmeno ricevuto denunce o commenti sulle irregolarità che sarebbero successe nel suddetto Istituto - è la versione di Franzini - Se fosse successo, avremmo agito immediatamente".

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Le interviste giornalistiche consegnate da la Rete L'Abuso Onlus alla Procura veronese sono quelle rilasciate a Luca Bertazzoni de La7 e a Sasha Biazzo di Fanpage. "Materiale importante - lo definisce l'associazione - perché per la prima volta rende delle dichiarazioni da poter confrontare con quelle degli ex allievi. Abbiamo ottenuto il documento integrale di una delle interviste, quella a don Eligio Piccoli, di notevole interesse perché nel suo racconto del tutto spontaneo, conferma una serie di situazioni e una decina di nomi. Racconta che i trasferimenti dei sacerdoti presso gli istituti argentini sarebbero stati sistematici ed in alcuni casi imposti, anche se ci tiene a sottolineare che non proprio tutti i sacerdoti trasferiti erano pedofili".

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