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Cronaca

"Responsabili di almeno dieci colpi"

Il comandante del Nucleo ooperativo dei carabinieri, Mason. "Stiamo rintracciando i loro complici"

“Ad essere decisive, ancora una volta, sono state le intercettazioni telefoniche. Non solo ci hanno permesso di rintracciare i tre plurirapinatori, ma siamo riusciti a capire quali sarebbero stati i prossimi obbiettivi, nella fattispecie Como”. Le parole sono del comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verona, Pierpaolo Mason, che ha illustrato stamattina i particolari sull’ultima operazione, in trasferta a Como, per arrestare i membri della banda che, secondo le indagini ancora in corso, avrebbe svaligiato dieci gioiellerie in pochi mesi. Secondo quanto emerso e accertato, Vincenzo Antonelli, Anton Nicolli e Massimo Bernardinello, organizzavano due colpi al mese cambiando città e province.

“Ora stiamo mettendo assieme le prove- continua Mason- perché siamo convinti che ci sia il loro zampino in altri dieci colpi del centro-nord Italia. Stiamo anche verificando la responsabilità e il coinvolgimento di altre persone”. L’arresto è scattato sabato scorso, immediatamente prima che si potesse consumare il colpo all’ennesima gioielleria. Poco a poco, così, sono riemersi i pezzi del puzzle: i sopralluoghi servivano a controllare il negozio e controllare che non ci fossero telecamere. Ad entrare per primo era Bernardinello, il più rassicurante alla vista dei gioiellieri. Lì avvenivano i primi contatti, dove il rapinatore cercava di carpire la fiducia del commesso fingendosi un cliente e cercando di acquistare qualche articolo prezioso su richiesta di un fantomatico amico. Dopo aver concordato l’oggetto, Bernardinello si rifaceva vivo, stavolta armato e in compagnia del complice Nicolli, e scattava la rapina. Sono serviti 50 militari appostati per porre termine alle attività della banda.


Con la perquisizione a casa del capo e dei complici è stata ritrovata parte del bottino, una pistola Beretta 9x21, un apparecchio di immobilizzazione taser, le manette, più fascette di plastica, repliche di distintivi e capellini con i colori della polizia di Stato.

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