Cronaca Centro storico / Via Giuseppe Mazzini

Archiviate le querele contro Report: ora Tosi rischia il processo per calunnia

Per la trasmissione di Rai Tre si tratta di "una sentenza di portata storica a difesa del giornalismo d’inchiesta: sarebbe stato gravissimo se fosse risultato lecito da parte di un politico tentare di stoppare un’inchiesta"

Lo scontro tra il sindaco di Verona Flavio Tosi e la trasmissione televisiva Report trova una sua prima conclusione: il Gip del tribunale scaligero Livia Magri infatti ha disposto l'archiviazione per gli 8 procedimenti per diffamazione, più uno per millantato credito e sostituzione di persona, che presero il via dopo la puntata del 7 aprile 2014 denominata L'Arena. Il giudice quindi ha accolto le richieste del pubblico ministero, decretando inoltre l'imputazione coatta dello stesso Tosi. Ciò significa che il primo cittadino ora verrà colpito da una richiesta di rinvio a giudizio della Procura, dopo aver sporto querela per primo insieme all'imprenditore Armando Marziano, al consigliere della V° Francesco Sinopoli, a due componenti della famiglia crotonese dei Giardino, all'indipendentista veneta Patrizia Badii e a una donna di origini di cui nel corso della trasmissione non è stata rivelata l'identità. 

Per il giudice per le indagini preliminari, secondo quanto riporta il sito del programma in onda su Rai Tre, il giornalista Ranucci "ha dato ampia prova dell’approfondita attività di verifica delle notizie", affermando che "non vi è neppure un fatto che sia risultato non veritiero". Il Gip poi avrebbe scritto che tale querela "integra una calunnia", decretando così l’imputazione coatta del sindaco di Verona.

Sul sito della trasmissione d'inchiesta poi si afferma

È una sentenza di portata storica a difesa del giornalismo d’inchiesta: sarebbe stato gravissimo se fosse risultato lecito da parte di un politico tentare di stoppare un’inchiesta registrando clandestinamente un giornalista e utilizzando querele preventive, rifiutando al contempo il confronto col cronista. Si chiude così la lunga scia giudiziaria successiva alla puntata dell’aprile 2014: quattordici complessivamente i procedimenti archiviati, contando anche quelli partiti dalle querele dell’ex comandante della Guardia di Finanza Bruno Biagi e dell’ex assessore allo sport Marco Giorlo. 

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