Cronaca Centro storico / Piazza Brà

La replica dei consiglieri Pd alle accuse di sciacallaggio politico mosse da Tosi

La sentenza di primo grado sulle presunte assunzioni irregolari all'interno delle partecipate del Comune di Verona che ha stabilito l'insufficienza di prove in merito, ha scatenato un mare di polemiche

Dopo il recente sfogo del sindaco di Verona Flavio Tosi che, commentando le motivazioni della sentenza di assoluzione in primo grado per il caso relativo a presunte assunzioni irregolari nelle aziende partecipate del Comune, aveva parlato di "sciacallaggio politico da parte del Pd e dei Grillini", questa volta tocca ai due consiglieri comunali Bertucco e La Paglia intervenire sulla questione, rispedendo le accuse al mittente, così come risulta dal comunicato del Partito Democratico veronese che riportiamo di seguito:

Bertucco e La Paglia sullo sfogo del Sindaco “Constatiamo che il Sindaco ha ripreso a commentare le sentenze di primo grado rompendo il riserbo in cui era sprofondato dopo la condanna del suo vicesindaco, nonché amico, Vito Giacino. La sua rabbia tuttavia è male indirizzata poiché l'inchiesta di Parentopoli non nasce da un esposto di un qualche esponente del Pd ma da una interpellanza in una sede politico-istituzionale (il Consiglio regionale del veneto) che la magistratura, nel consueto vuoto pneumatico della politica, ha ritenuto meritevole di approfondimento”. Così i consiglieri Michele Bertucco ed Elisa La Paglia rispondono alle accuse di “sciacallaggio” del Sindaco Tosi.

Prosegue Michele Bertucco: “Il fatto che in primo grado non siano stati dimostrati reati non toglie che la pratica di assumere nelle aziende pubbliche parenti, amici e militanti politici in numero così rilevante sia censurabile dal punto di vista politico, etico, e morale, e che un sindaco serio avrebbe attivato per tempo controlli e verifiche su tutte quelle circostanze che nei cittadini rafforzano la convinzione che per sopravvivere in questo Paese occorre avere un santo in paradiso ed essere introdotti nei “giri giusti”. Perciò confermo le mie critiche a questo sistema, anche perché, come abbiamo visto nell'ultima tornata pur legittima di nomine nelle aziende partecipate, la musica a Verona non è mai cambiata, e di certo non accetto accuse di sciacallaggio da uno che ha posato sulla finta lapide di un magistrato. Magistrato che a distanza di anni, a dispetto del Sindaco, è ancora vivo e in salute".

Appunta Elisa La Paglia: “Tosi abbia il coraggio di guardare negli occhi i ragazzi della mia generazione e dirgli che era giusto fare cosi, assumere a tempo indeterminato nelle società del Comune quelle persone e in quel modo. Se oggi qualcosa è migliorato è proprio grazie alla battaglia politica (e non giudiziaria) fatta dal Pd che ha costretto le aziende comunali a dotarsi di regolamenti per le assunzioni, come prevedeva la legge. Fossi nei panni del Sindaco prima di esultare e distribuire patenti di serenità e correttezza attenderei di sapere se la Procura deciderà di far ricorso anche alla luce degli importanti rilievi contenuti in numerose pagine della sentenza”.

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