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La Regione investe 30 milioni di euro nelle tecnologie per la sanità veneta

Saranno acquistati 47 macchinari destinati alle varie strutture del territorio: "Si tratta dei primi effetti dell’Azienda Zero, della Programmazione pluriennale, della visione globale in linea con la rete ospedaliera, delle gare centralizzate"

La giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità, Luca Coletto, ha dato il via libera ad una vasta operazione di acquisto di macchinari ad alta tecnologia in tutte le nove Ullss e le due Aziende Ospedaliere.
Si tratta di 25 Tomografie Assiali Computerizzate, 8 Risonanze Magnetiche, 9 Angiografi Digitali e altri 5 investimenti di diversa tipologia, per un valore totale di circa 30 milioni di euro.
Le nuove tecnologie entreranno in funzione tra il 2017 e il 2018, a seconda dei lavori strutturali in alcuni casi necessari per ospitarle, e dei tempi di acquisto.

“Chi sta fermo, in sanità in realtà arretra – ha commentato il Presidente della Regione Luca Zaia – e, con questa vera e propria manovra virtuosa, la sanità veneta compie un consistente passo in avanti proprio nel settore delle alte tecnologie. Si tratta dei primi effetti dell’Azienda Zero, della Programmazione pluriennale, della visione globale in linea con la rete ospedaliera, delle gare centralizzate. Una strategia – ha aggiunto il Governatore – che attuiamo da anni, facendo contemporaneamente i salti mortali per far fronte ai tagli che piovono da Roma. Con un percorso che ci consentisse di poter gestire più autonomamente le nostre risorse, e che invece dobbiamo lasciare a Roma per alimentare sprechi a iosa, si potrebbe fare assai di più.
L’intera sanità mondiale, dall’Oms in giù – conclude Zaia – indica un futuro con sempre meno letti, ricoveri sempre più brevi e interventi sempre meno invasivi e dolorosi. L’obiettivo si raggiunge potenziando di anno in anno le grandi tecnologie. Il Veneto, ancora una volta, risponde: presente!”.

Le 25 Tac, con caratteristiche da 16, 64 e 128 strati, riguardano gli ospedali di Belluno, Bassano, Santorso, Arzignano, Vicenza (2 macchinari), Conegliano, Vittorio Veneto, SS Giovanni e Paolo di Venezia, Mirano, Cittadella, Camposampiero, S. Antonio di Padova, Trecenta, Rovigo ( 2 macchinari), San Bonifacio, Legnago, Azienda Ospedaliera di Padova (2 macchinari), Azienda Ospedaliera di Verona (23 macchinari), l’Istituto Oncologico Veneto (2 macchinari).

Le 8 Risonanze Magnetiche riguardano gli ospedali di Feltre, Santorso, Conegliano, San Bonifacio, e le Aziende ospedaliere di Padova (2 macchinari) e di Verona (2 macchinari).

I 9 Angiografi Digitali si collocano negli ospedali di Vicenza (2 macchinari), Portogruaro, Mirano, Rovigo, Legnago e nella Aziende Ospedaliere di Padova (2 macchinari) e di Verona.

Con la stessa delibera, la Giunta regionale ha dato anche il via libera alla fornitura di sistemi diagnostici per immunoistochimica all’Azienda Ospedaliera di Verona (circa un milione più iva); alla progettazione dell’appalto del servizio integrato di connettività ad alta velocità dell’Azienda Ospedaliera di Padova (780 mila euro più iva); alla gara per la fornitura triennale di sistemi completi di recupero sangue a basso e alto flusso dell’Azienda Ospedaliera di Verona (793 mila euro); alla sostituzione di un acceleratore lineare all’Ulss 2 Marca Trevigiana (un milione 959 mila euro iva esclusa); all’acquisizione di un mammografo digitale con tomosintesi all’Ulss 4 Veneto Orientale (205 mila euro).

Un piano di acquisizioni rilevantissimo in tempi di vacche magre e tagli nazionali, con il quale confermiamo una delle caratteristiche che rende unico il sistema sanitario veneto: l’eccellenza diffusa, anche tecnologica, su tutto il territorio e non solo nei grandi hub”.
Così l'assessore alla Sanità regionale, Luca Coletto, sulla vasta manovra di investimenti in tecnologie sanitarie approvata dalla Giunta, con 30 milioni di investimenti per 47 diverse acquisizioni. 
“Non è stato e non sarà facile – ha aggiunto l’Assessore – mettere assieme una somma così ingente, ma ogni euro speso si tramuta in maggiori servizi diagnostici e anche interventistici, come nel caso degli angiografi digitali, con una crescita evidente di qualità. Vorrei far notare che molti degli ospedali nei quali vanno le nuove tecnologie sono proprio quelli che, un giorno sì e un giorno no, vengono dati per morti o ridimensionati dal catastrofista di turno. Ecco i fatti in risposta alle chiacchiere".

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