Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Zai / Viale del Lavoro

Dalla Regione arriva lo stop per l'Esselunga in Fiera. Il Pd: "Avevamo ragione"

Dagli uffici regionali arriva la richiesta di una variante urbanistica integrativa, praticamente una Valutazione d'impatto ambientale. Dal Comune fanno sapere che le carte sono già pronte ma si valuta già il ricorso al Tar

Subisce un brusco stop il progetto che prevede la realizzazione di un supermercato Esselunga in via del Lavoro. Nell'area davanti alla fiera, dove ora si trova un parcheggio, dovrebbe sorgere un punto commerciale da 8500 mq, stando a quanto deliberato dall'ultimo Consiglio comunale svoltosi con Vito Giacino ancora nel ruolo di assessore e vicesindaco, ma dagli uffici della Regione Veneto arriva una frenata: è giunta infatti, in accordo con la Provincia, la richiesta di una variante urbanistica integrativa, praticamente una Valutazione d'impatto ambientale.
L'amministrazione comunale fa sapere che la documentazione richiesta è già pronta e che verrà inviata in Giunta quanto prima, mentre si valuta anche l'ipotesi di fare ricorso al Tar. 

Sul blocco regionale dell'iter sono intervenuti anche i consiglieri comunali del Pd Michele Bertucco e Luigi Ugoli: 

Con la bocciatura da parte della Regione del procedimento imboccato dall'amministrazione per realizzare il nuovo ipermercato Esselunga davanti alla Fiera (l'ultima delibera seguita da Giacino) abbiamo la riprova che la città non si governa con l'improvvisazione e con gli annunci, ma al contrario occorre coerenza, unità di intenti e soprattutto un programma. Che “l'interpretazione autentica” deliberata a maggioranza durante il consiglio comunale del 14 novembre 2013 fosse una palese forzatura diretta ad aggirare la nuova e più severa legge regionale sul commercio entrata in vigore nel dicembre 2012 lo abbiamo detto e ripetuto in tutte le lingue, tanto è vero che alla giunta sono occorse più sedute per avere ragione delle legittime proteste dell'opposizione. Ma adesso i fatti ci danno ragione. Sulla destinazione commerciale dell'area c'era soltanto una generica indicazione derivante da una osservazione del 2011 al Piano degli Interventi da parte della Polo fieristico Spa e un emendamento presentato dal consigliere Papadia sempre nel 2011 in fase di approvazione della scheda norma. Non era ragionevole, due anni dopo, sostenere che quelle indicazioni generiche volessero significare proprio la volontà di destinare l'area ad una grande struttura di vendita.
Ora la giunta sia onesta con se stessa e la smetta di illudere operatori economici e cittadini che la città può essere governata a colpi di maggioranza. La bocciatura della Regione non configura un semplice incidente di percorso. Significa, al contrario, che l'ipermercato dovrà imboccare la strada della nuova legge regionale sul commercio che prevede un procedimento molto più lungo e articolato in cui l'amministrazione dovrà dimostrare la funzionalità di un simile insediamento all'interno del contesto di Verona Sud già punteggiato da altri 7 progetti analoghi. Sfumata la possibilità di costruire in tempi brevi l'ipermercato e, di converso, di incassare i 20 milioni pattuiti, speriamo che l'amministrazione abbia quanto meno la sensatezza di non ingaggiare con la Regione una guerra legale e politica già persa in partenza.

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