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Alcuni manifestanti allo Stadio per promuovere il referendum del 22 ottobre

Alcuni manifestanti allo Stadio per promuovere il referendum del 22 ottobre

Manifestazione per l'autonomia del Veneto. Pasetto: "Referendum inutile, soldi buttati"

L'ex consigliere comunale e attuale presidente di Area Liberal spiega: "La decisione finale sarà comunque presa dal Parlamento, suggeriamo di non andare a votare per un referendum poco serio, che ci costa tra i 15-20 milioni di euro, buttati nella pattumiera"

Domenica mattina 1 ottobre dalle ore 11 alle ore 12 si è tenuta la sfilata con una bandiera del Veneto di 28 metri all'esterno dello Stadio Bentegodi per sensibilizzare in merito al referendum consultivo sull'autonomia del prossimo 22 ottobre. L'iniziativa promossa dalla Lega Nord Verona è stata inoltre organizzata e condivisa con l'Associazione Raise Venete.

Mentre però c'è chi manifesta a favore del "Sì" al referendum consultivo del prossimo 22 ottobre, vi è anche chi esplicitamente contesta il buon senso dell'appuntamento referendario e la sua utilità. In passato anche Flavio Tosi, il quale comunque ha già detto di voler partecipare al voto esprimendo il proprio "Sì", aveva manifestato alcune perplessità. Ma tra gli oppositori più accaniti all'iniziativa vi è senz'altro l'ex consigliere comunale di Verona e attuale presidente di Area Liberal Giorgio Pasetto, il quale circoscrive la portata politica del referendum alla semplice dimensione di mera «ricerca di un mandato popolare nei confronti del governo centrale» e l'«anticipo di una prossima campagna elettorale nazionale».

«Noi di Area Liberal, - argomenta Pasetto - pensiamo che questo è un referendum poco serio perchè inutile dal punto di vista procedurale e costituzionale e che anzi rischia di confondere i cittadini sulle reali possibilità che le regioni hanno di ottenere maggiore autonomia. Questo è un referendum creato per favorire i populisti e i nazionalisti antieuropeisti».

L'ex consigliere comunale fa in particolare riferimento all'articolo 116 della Costituzione, il quale in modo esplicito sancisce quali debbano essere le procedure tecniche attraverso le quali sia possibile chiedere ed eventualmente ottenere maggiore autonomia per ciascuna regione che lo desideri:

«Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la regione interessata»

«Come si legge, non si fa menzione di alcun referendum, - chiarisce Il leader di Area Liberal Giorgio Pasetto - perciò la decisione finale sarà comunque presa dal Parlamento. La riforma costituzionale bocciata nel dicembre 2016 avrebbe potuto facilitare questo processo, ma le forze populiste e nazionaliste, falsamente federaliste boicottarono la riforma ed oggi ingannano i veneti con false speranze. Sembra scontato che vincerà il "Sì", tuttavia, noi di Area Liberal suggeriamo di non andare a votare per un referendum poco serio, che ci costa tra i 15-20 milioni di euro, buttati nella pattumiera».

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