Referendum sull'autonomia: quorum superato, ha vinto il Si. E adesso?

Veneto e Lombardia si sono svegliate il giorno dopo può autonome solo nello spirito, perché, come più volte spiegato prima del voto, il referendum era solamente consultivo

Giunta Zaia sull'autonomia (Foto Facebook Luca Zaia)

Ieri, 22 ottobre, è una data che i veneti e i lombardi difficilmente dimenticheranno. Il referendum per chiedere maggiore autonomia per le regioni del Veneto e della Lombardia è stato un successo. Nella regione del presidente Maroni, l'affluenza non è stata altissima in percentuale ma non c'era lo spettro del quorum da abbattere. In Veneto il referendum non sarebbe stato valido se non avesse votato più della metà degli aventi diritto. Ma l'affluenza è stata ben superiore al 50% in tutti i territori e la vittoria del Sì è stata schiacciante.

Ma Veneto e Lombardia si sono svegliate il giorno dopo può autonome solo nello spirito, perché, come più volte spiegato prima del voto, il referendum di ieri era solamente consultivo. Insomma, nessuno è vincolato a far nulla da oggi, ma è ragionevole pensare che un referendum simile non possa essere trascurato dal governo centrale.

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Il presidente Zaia, questa mattina alle 11, ha subito convocato una riunione di giunta straordinaria per avviare l'iter per l'autonomia. Un iter che dovrà passare necessariamente attraverso una trattativa con Roma per discutere di quelle nuove materie (23) su cui la Regione Veneto vuole poter decidere autonomamente. Il sottosegretario al ministero per gli affari regionali e le autonomie Gianclaudio Bressa ha già mostrato a parole la disponibilità a trattare. Una voce interna al governo, il ministro Maurizio Martina, ha però specificato che la fiscalità non si tocca e cioè che sui soldi delle tasse non c'è trattativa. Una posizione, quella del ministro Martina, che potrebbe non piacere al presidente Zaia che dopo questo referendum non solo vuole chiedere autonomia su tutte le 23 materie che saranno oggetto di trattativa, ma anche che il 90% delle tasse pagate dai veneti rimanga in Veneto.

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