Recuperata nella notte la salma del giovane caduto da una fune in Lessinia

Operazione impegnativa da parte degli uomini del soccorso alpino. Solo a mezzanotte, la salma del giovane 28enne modenese Matteo Pancaldi è stata affidata ai carabinieri e al carro funebre

Si è concluso verso la mezzanotte di oggi, 30 giugno, il recupero da parte del soccorso alpino della salma del giovane modenese Matteo Pancaldi, di 28 anni, precipitato ieri pomeriggio da una slackline sui Denti della Sega.

Ieri verso le 18.45 il 118 di Verona era stato allertato per un incidente nella zona del Corno d'Acquilio, al confine tra Verona e Trento. Le prime informazioni riferivano di una persona caduta durante un'arrampicata. Sul posto, l'equipaggio dell'elicottero di Verona Emergenza ha subito visto tre funi, una lunga e due più corte, tese tra le guglie. Proprio queste funi, le slackline, e l'impossibilità di vedere tra la fitta vegetazione, rendevano impossibile l'intervento dal mezzo aereo che ha deciso di fare base a Malga Fratte, dove cinque ragazzi si erano accampati e dove sono sbarcati il personale medico e il tecnico di elisoccorso.

Si è così scoperto che il 28enne era caduto mentre camminava sulla fune più lunga. Un volo di circa 150 metri. Le cause sono al vagli dei carabinieri trentini. L'elicottero ha poi volato per imbarcare in diverse rotazioni le squadre del soccorso alpino di Verona e di Ala, le quali sono state trasportate a oltre 1.300 metri di quota. È stato il tecnico di elisoccorso a calarsi nel canale dove Matteo Pancaldi era caduto, trovando il corpo senza vita del ragazzo, vegliato da due amiche. Le due ragazza sono state riaccompagnate alla macchina dai primi soccorritori arrivati, ai quali si sono aggiunti anche tecnici di Villa Lagarina e Rovereto.

Il recupero del corpo della vittima è stato impegnativo per il soccorso alpino. La salma ricomposta è stata imbarellata e sollevata verso l'alto nel canale per 250 metri, facendole superare salti di roccia di circa 30 metri, dopo aver attrezzato una teleferica e poi per contrappeso. Una volta in cima la barella è stata calata nel bosco sull'altro versante per circa 120 metri fino alla strada, per essere poi affidata ai carabinieri e al carro funebre.

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