Rapinatore incastrato dal tattoo dopo il colpo: 29enne veronese in manette

Insieme ad un complice aveva minacciato con un coltello la cassiera del supermercato D+ di via Giovanna Murari Brà per farsi consegnare del denaro, ma la donna lo aveva riconosciuto e ha fornito tutti i dettagli ai carabinieri

Insieme ad un complice, il 16 settembre, aveva rapinato il supermercato D+ di via Gianni Murari Brà, fuggendo con il contenuto di una cassa pari a circa 1100 euro. Per ottenere il bottino non aveva esitato a puntare il coltello contro una cassiera e darle una sberla quando questa si è messa ad urlare, ma proprio quella donna è stata fondamentale per le indagini e ora lui si trova in carcere in attesa dell'udienza a suo carico, mentre i carabinieri continuano a lavorare per risalire al complice. 
Così nel pomeriggio di venerdì l'aliquota del Radiomobile di Verona ha tratto in arresto Devis Meneghini, veronese di 29 anni. Il giovane e il suo "collega" quel giorno avevano messo a segno il colpo con il volto nascosto da una sciarpa, ma la dipendente, dimostrandosi decisamente attenta, lo aveva comunque riconosciuto: nonostante l'adrelina e la paura di quei concitati momenti, la donna aveva notato il particolare tatuaggio dell'uomo tra il pollice e l'indice della mano destra. L'insolito tattoo ha fatto venire in mente alla donna che anche un 29enne del quartiere ne aveva uno simile, lo stesso che nel mese di febbraio, dopo essere stato scoperto a nascondere alcuni prodotti sotto la giacca, aveva avuto un atteggiamento decisamente aggressivo con il personale del supermercato. Nell'occasione però, l'intervento di un altro cliente aveva riportato tutto alla normalità e nessun provvedimento era stato preso. 
Da allora la donna aveva visto più di qualche volta quella persona aggirarsi nella zona e il 16 settembre, quando si è tirato su la sciarpa con la mano, ha visto quell'inconfondibile tatuaggio. 
Naturalmente questo dettaglio è stato portato all'attenzione dei carabinieri che, dopo aver svolti gli accertamenti del caso, lo hanno tratto in arresto. 
Per il pregiudicato veronese è scattata quindi la custodia cautelare in carcere, mentre proseguono le indagini per risalire all'identità del complice. 

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