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Rapina all'ufficio postale: sequestrano il personale e rubano 26 mila euro

Un piano preciso ha portato tre rapinatori armati a fare irruzione negli uffici di via Urbano III, minacciando i dipendenti e aspettando l'apertura della cassaforte temporizzata

Sono entrati con i volti coperti da passamontagna, con fare determinato e sottolineando le loro intenzioni con imperiosi gesti delle mani armate. In circa mezz'ora sono riusciti a svuotare la cassaforte a tempo dell'ufficio postale di San Massimo e a dileguarsi nel nulla. Per la questura non c'è alcun dubbio: i malviventi che ieri sono riusciti a portare via 26 mila euro dalle casse di via Urbano III erano dei professionisti.

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COLPO GROSSO - Il piano dei banditi era studiato fin nei minimi dettagli: hanno utilizzato un'auto rubata per arrivare fino all'ufficio e per scappare, lasciandola poi in un luogo isolato. Nella notte precedente al colpo i malviventi hanno segato le sbarre della finestra del bagno e ieri, intorno alle 14.30, sono entrati proprio da lì, forse anche grazie alla complicità di qualcuno all'interno che avrebbe lasciato aperto il battente. A quel punto i rapinatori hanno fatto irruzione direttamente tra le postazioni degli sportelli postali, puntando una pistola alla tempia di un'impiegata e chiedendo di vedere il direttore dell'ufficio. Per mezz'ora, mentre attendevano l'apertura della cassaforte, i banditi hanno tenuto in ostaggio i cinque dipendenti di Poste Italiane, finendo anche per colpire alla testa con il calcio della pistola il direttore. Poi uno dei tre delinquenti si è spostato vicino all'ingresso e, per tutto il tempo in cui i ladri sono rimasti all'interno, ha fatto allontanare i clienti che volevano entrare alle Poste. Recuperati i soldi i tre rapinatori sono fuggiti alla svelta, saltando a bordo di una Panda guidata forse da un quarto complice.

TUTTI I PRECEDENTI IN PROVINCIA

LE INDAGINI - Sul posto sono subito intervenute le squadre delle volanti, della mobile e della scientifica, che hanno fatto partire una massiccia caccia all'uomo. Unico successo della polizia, però, è stato quello di aver ritrovato l'auto usata per la fuga, una Fiat rubata in mattinata e abbandonata in un luogo isolato subito dopo la fuga. Ora gli investigatori stanno passando al setaccio ogni elemento possibile, rilevando le impronte tanto nell'ufficio quanto nell'auto rubata, interrogando i dipendenti sequestrati e i passanti messi in fuga dai rapinatori e controllando tutte e riprese delle telecamere di zona, ma solo una cosa è emersa chiaramente: i quattro banditi che ieri hanno preso d'assalto le poste di San Massimo non erano di sicuro degli sprovveduti.

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