Rapina il Prix a volto coperto, ma viene riconosciuto e spuntano precedenti simili

La polizia ha fermato un 25enne ritenuto autore di una rapina al supermercato nella serata di Capodanno, ma secondo gli agenti vi sarebbero altri due episodi simili a lui imputabili

La pistola scacciacani impiegata per la rapina al supermercato di via Giuliari a Verona

La polizia di Stato riferisce di aver svolto un intervento nella serata del 31 dicembre scorso, poco prima del gran cenone di Capodanno, a seguito di una segnalazione telefonica. Un cliente del supermercato Prix a Verona in via Giuliari, infatti, avrebbe comunicato al centralino della questura di aver visto un uomo «indossare un passamontagna e, impugnando una pistola, introdursi all'interno del negozio». Non appena giunte sul posto le volanti della polizia, gli agenti avrebbero potuto così appurare quanto accaduto: l'uomo travisato in volto, stando al racconto dei presenti ed in particolare della cassiera, avrebbe puntato alla testa della dipendente del supermercato la pistola, rivelatasi poi essere in realtà una scacciacani privata del "cappuccio rosso", intimando che gli venisse consegnato il denaro in cassa. 

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Dopo alcuni attimi di esitazione dinanzi alla difficoltà di aprire la cassa da parte della dipendente per consegnare il denaro al rapinatore, quest'ultimo avrebbe agito da sé, rompendo con la forza il contenitore del denaro e riuscendo a fuggire con circa 250 euro. La stessa dipendente del Prix, tuttavia, avrebbe però poi riferito ai poliziotti di essere riuscita a riconoscere l'autore della rapina, nonostante avesse il volto coperto, identificandolo con un cliente abituale dello stesso negozio e riportandone quale peculiare caratteristica il marcato accento meridionale. 

Il racconto del tabaccaio

In virtù anche di questi elementi, gli agenti delle volanti si sarebbero quindi diretti presso la tabaccheria, situata sempre in via Giuliari a breve distanza dal supermercato, con l'intento di chiedere al titolare se per caso avesse visto qualcuno fuggire. Quest'ultimo avrebbe dunque riferito di non aver visto nessuno, ma avrebbe ugualmente fornito ai poliziotti dei nuovi essenziali elementi ai fini delle indagini. Secondo il suo racconto, infatti, nella giornata del 16 dicembre scorso, anche a lui sarebbe accaduta una vicenda non troppo dissimile: un uomo a volto coperto si sarebbe introdotto nella sua tabaccheria e gli avrebbe chiesto di consegnare dei soldi, ma trovandosi faccia a faccia con lui, il titolare lo avrebbe riconosciuto quale suo cliente, di fatto facendolo desistere dal proseguire nel tentativo di rapina. 

tentata rapina tabaccheria

Il frame del filmato delle telecamere di sorveglianza nella tabaccheria

Il titolare della tabaccheria avrebbe quindi mostrato ai poliziotti due filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza, uno riferito proprio ai momenti della tentata rapina del 16 dicembre e un altro invece risalente al 24 dicembre, quando il cliente che riteneva essere stato l'autore del gesto di qualche giorno prima, si sarebbe ripresentato a volto scoperto dal tabaccaio per comprare delle sigarette. Vedendo tale video, i poliziotti sarebbero così riusciti a riconoscere nel sospettato un soggetto a loro già noto nel quartiere e si sarebbero poi indirizzati a casa sua, dove ad accoglierli avrebbero trovato i genitori dell'uomo, un 25enne originario di Crotone. Il padre e la madre avrebbero spiegato ai poliziotti di alcune difficoltà nel rapportarsi col figlio, ma il particolare rilevante di tale visita sarebbe stato in una felpa che gli agenti avrebbero avuto modo di notare sul divano di casa e che avrebbero ricondotto ad un altro episodio, denunciato da un giovane universitario lo scorso 19 dicembre.

La precedente rapina ai danni dell'universitario

Anche in quest'ultimo caso si tratterebbe di una rapina, compiuta ai danni di uno studente universitario nei pressi di piazzale Scuro, dove uno sconosciuto gli avrebbe rubato il telefono cellulare e rifilato un paio di virulenti ceffoni. Secondo il resoconto fornito dalla polizia, gli agenti sarebbero riusciti a risalire al presunto autore anche di questa rapina, grazie alla testimonianza di un rivenditore di cellulari, il quale lo stesso giorno del fatto avrebbe acquistato, ovviamente a sua insaputa, il telefonino rubato.

In una prima circostanza il rivenditore si sarebbe rifiutato di procedere alla compravendita, poiché il proponente sarebbe risultato privo di documenti, ma quest'ultimo in seconda battuta si sarebbe presentato con un amico che avrebbe fornito i propri e dunque l'affare si sarebbe concluso. Non appena acceso il cellulare, al negoziante sarebbe apparsa l'inequivocabile schermata di sicurezza «Bloccato da trova il mio dispositivo. Portare in questura a Verona», cosa che sarebbe appunto avvenuta. A quel punto, con in mano i documenti di chi li avrebbe prestati per effettuare la compravendita, i poliziotti hanno potuto appurare che questi era già stato controllato in ben due circostanze dalla polizia in compagnia proprio del principale indiziato della rapina al supermercato Prix, nonché sospettato della tentata rapina alla tabaccheria di via Giuliari.

 rapina cellulare

Il cellulare rubato che segnala l'attivazione del dispositivo di sicurezza

Dinanzi a questa lunga serie di elementi raccolti, oltre che dai vari riconoscimenti fotografici ottenuti dalle vittime, la polizia spiega di essere pervenuta con buona certezza all'individuazione del presunto autore dei fatti criminosi. Tuttavia restava un problema, e cioè il fatto che quest'ultimo risultava essere latitante. Il giorno dopo l'intervento delle volanti al supermercato Prix, la polizia rivela però di aver ricevuto una decisiva telefonata da parte degli stessi genitori del principale sospettato, il 25enne originario di Crotone. A quel punto i poliziotti si sarebbero dunque recati nuovamente a casa del giovane, facendo questa volta però scattare il "fermo" nei suoi confronti, in virtù del potenziale pericolo di fuga, oltre che della gravità delle accuse nei suoi confronti. Il "fermo" è stato infine convalidato e al momento il 25enne si trova in carcere a Montorio.

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