Picchiò brutalmente la titolare di una parafarmacia: rapinatore in manette

L'episodio risale allo scorso 26 ottobre, quando per ottenere l'incasso dell'attività un bandito aveva aggredito violentemente una donna: la caccia all'uomo dei carabinieri però alla fine ha dato i suoi frutti e il 44enne è stato arrestato

Non è stato facile per i Carabinieri della compagnia di Verona mettere le mani su Marco Aru, classe 1972 nato Nuoro, che il 26 ottobre si è reso protagonista di una violenta rapina ai danni di una parafarmacia di San Massimo.
A complicare le attività di ricerca dei militari è stata l’assenza di una fissa dimora del 44enne, un vero “nomade del crimine”, che in tutta Italia si è reso protagonista di diversi tipi di reati, dalla rapina allo spaccio di droga, dal furto alla rissa. Un soggetto pericoloso e sfuggente quindi, che è stato rintracciato dall’Arma solo al termine di una capillare attività informativa, che ha condotto gli investigatori fino a Palestrina, in provincia di Roma, dove il ricercato è stato arrestato nella tarda mattinata del 12 novembre, in un casolare abbandonato vicino ad un bosco, che insieme ad altri ospiterebbe alcuni delinquenti, in particolar modo sardi.

LA RAPINA – Prima di mettere a segno il colpo, il criminale ha eseguito un sopralluogo a metà mattinata, durante il quale si è anche fermato al bancone con la titolare per conversare di prodotti farmaceutici come lo possono essere le lenti a contatto e il giusto collirio. Dopodiché l’uomo è andato via, ritornando dopo circa un’ora e mezza, quando erano oramai le 13: senza dire neppure una parola, si è scagliato sulla vittima, iniziando a prenderla a calci e pugni, minacciandola anche con un coltello che l’ha graffiata mentre cercava di girarsi. Il criminale però non si è fermato lì ed ha iniziato a trascinarla per i capelli fino a quando non sono arrivati in prossimità della cassa. A quel punto la titolare si è finta svenuta, mentre Aru ha prelevato i 1000 euro che ha trovato nel registratore e il portafogli della donna, per poi tagliare la corda.
Un crimine efferato quindi, con modalità insolite e brutali: la donna non ha opposto resistenza e quando il criminale è entrato non ha chiesto il denaro, l’ha subito aggredita, provocandole alla fine una prognosi di 25 giorni.

IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE

LE INDAGINI – Scattato l’allarme, sul posto si sono subito precipitati i carabinieri, che si sono trovati davanti alla donna ferita e in stato di shock. Come prima cosa i militari hanno sequestrato i filmati dell’impianto di videosorveglianza, che hanno ripreso il fatto da diverse angolazioni, offrendo così anche un nitido primo piano del bandito, che non si è minimamente preoccupato di coprirsi il volto o di evitare l’occhio elettronico. Ma come precedentemente affermato, risalire ad Aru non è stato affatto facile: l’uomo infatti si spostava per tutta la penisola per commettere crimini, privo di una residenza. Ascoltando la vittima però, gli investigatori hanno scoperto che il malvivente parlava sardo e dall’attività svolta negli ambienti della tossicodipendenza, dei senzatetto e dei dormitori, è spuntato fuori anche il suo nome, Marco. La svolta definitiva alla caccia all’uomo è arrivata da una ricerca in banca dati, che ha portato agli occhi dei militari un controllo eseguito un mese prima in borgo Roma: il profilo sembrava quello giusto e la ricerca è stata estesa a tutto il suolo italiano.
Nel frattempo il Gip Luciano Gorra, concordando con le attività investigative condotte dai carabinieri e coordinate dal Pm Valeria Ardito, ha emesso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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LA CATTURA – E dopo pochi giorni gli sforzi delle forze dell’ordine veronesi sono stati premiati. I colleghi della compagnia di Palestrina, alle porte di Roma, hanno infatti individuato il soggetto ricercato in un gruppo di casolari abbandonati e circondati da un bosco, da molti sconosciuto, che offre riparo ad alcuni personaggi già noti alle forze di polizia.
Individuato quindi il rapinatore, è partito il blitz dei carabinieri, che non sapendo come potesse reagire, hanno preso tutte le precauzioni del caso: la zona è stata accerchiata dai carabinieri di Roma, sostenuti da quelli scaligeri, che grazie ad uno stratagemma sono penetrati nell’abitazione arrestando il 44enne, il quale non ha opposto resistenza, rimanendo però stupito poiché non s’aspettava di essere rintracciato in quel luogo.
La definitiva conferma che si trattava proprio del rapinatore di San Massimo, è arrivata dal marsupio trovato nella casa, di colore beige e con più tasche, ben visibile anche dai filmati delle telecamere. Lo stesso criminale poi ha ammesso di aver buttato già a Verona gli abiti utilizzati in quel colpo, tenendo solamente il borsello.
Per lui quindi sono scattate le manette con l’accusa di rapina aggravata e lesioni e ora si trova rinchiuso nel carcere di Regina Coeli in attesa del processo a suo carico.

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