Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Sommacampagna / Via XXIV Maggio

Rapina la Banca Popolare di Custoza disarmato e a viso scoperto

Giovane malvivente ha assaltato la filiale di via XXIV Maggio alle 13 di ieri mattina: fortunatamente non c'erano clienti. Gli è bastato pronunciare le fatidiche parole "Questa è una rapina". Bottino di 7700 euro

Disarmato, a volto scoperto e in pieno giorno. Ha seminato il panico il rapinatore, circa 30 anni, che ieri è entrato in azione nella filiale della Banca Popolare di Verona in via XXIV Maggio, a Custoza. Un colpo durato pochi minuti, sufficiente a fruttare all'uomo 7700 euro in contanti. Tutto è avvenuto verso le 13 e non c'erano clienti in quel momento. Gli è bastato pronunciare le fatidiche frasi, come in un film: "Nessuno si muova, questa è una rapina". Un urlo che ha gettato nel terrore le impiegate. Rivolgendosi a una di loro ha voluto tranquillizzarla. Gli bastavano tutti i soldi che aveva a portata di mano: 5700 euro in banconote e 2mila in monetine, raccolte dentro un sacchetto. Poi la fuga a piedi, dopo aver raccomandato alla vittima di non far scattare l'allarme dei non seguirlo. Proprio per questo le impiegate non hanno potuto fornire spiegazioni sulla direzione che il malvivente aveva preso per scappare. Con tutta probabilità ad attenderlo, nelle vicinanze, c'era un complice in auto.

Dopo qualche minuto, però, sono stati avvisati i carabinieri. Sul posto sono giunte le pattuglie di Sommacampagna e Villafranca che si son messi subito al lavoro. Al vaglio degli investigatori ci sarebbero infatti i soliti nastri di videosorveglianza e anche alcune impronte digitali. I quotidiani locali ipotizzano che, dato il modus operandi e senza la paura di essere riconosciuto, si possa trattare di un "trasfertista": un rapinatore seriale che colpisce lontano dalla sua provincia di residenza. Non è escluso che abbia già compiuto assalti ad altre banche del Veronese. Un simile colpo era stato infatti perpetrato il 9 maggio in via Roma, Roverchiara, in un'altra filiale del Banco. Anche in quel caso un giovane rapinatore era entrato a viso scoperto all'ora di punta, verso mezzogiorno. Quella volta, però, si era fatto consegnare i soldi minacciando gli impiegati con un taglierino.

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