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Rapina di Castelvecchio, il ritorno dei quadri. Rotta: "Un giorno di festa"

Dopo quasi 400 giorni, le tele trafugate tornano a Verona. La deputata del PD: "Mi auguro che questa esperienza serva ad approntare un piano di sicurezza più serio"

"Un momento di festa per la città. Il ritorno dei quadri al museo di Castelvecchio finalmente chiude una vicenda triste per tutti noi". Lo ha dichiarato Alessia Rotta, deputata PD, esprimendo soddisfazione per il rientro dei quadri rubati oltre un anno fa dal museo di Castelvecchio e ritrovati in Ucraina. Oggi pomeriggio, 21 dicembre, partirà la delegazione italiana da Kiev e alle 17.30 si terrà a Verona la cerimonia ufficiale della riconsegna.

"Verona potrà riavere i suoi capolavori prima di Natale e lo potrà fare, nonostante le polemiche, grazie ad un lavoro costante che ha visto il Governo impegnato nelle trattative con le autorità ucraine per concordarne il rientro - ha precisato la deputata veronese - Dispiace che non siano potuti arrivare prima. Ma ciò che conta oggi è che, come promesso, si possa finalmente mettere la parola fine a questa vicenda e che i quadri possano essere valorizzati al meglio e messi a disposizione della cittadinanza. Mi auguro che dopo questa esperienza il Comune, anche se non sembra al momento preoccuparsene, abbia intenzione di approntare un piano per la sicurezza più serio del precedente, in grado di tutelare non solo questo ma tutto l’enorme patrimonio artistico che la nostra città ha la fortuna di conservare. C’è voluto un furto di risonanza nazionale e un calvario durato più di un anno per restituire notorietà a questi capolavori. Credo sia arrivato il momento per Verona di investire di più nella cultura, parola non pervenuta per troppi anni. La sfida spetterà ora al prossimo sindaco".

Si chiude quindi la vicenda della rapina di Castelvecchio durata quasi 400 giorni. Il giorno 1 è difficile da dimenticare, 19 novembre 2015, un gruppo di rapinatori, con la collaborazione di una guardia giurata del museo, entrano a Castelvecchio e portano via 17 capolavori. Possono fare tutto con calma, tanto l'allarme non è inserito. Scappano proprio con l'auto della guardia giurata, poi la abbandonano per continuare la fuga fino a Brescia con un furgone. Dal capoluogo lombardo vengono trasferite in Moldavia. La banda, a parte i basisti italiani, è di origine moldava a contava di ricavare 5 milioni di euro dalla vendita dei quadri. Le forze dell'ordine però erano sulle loro tracce. A marzo del 2016 i primi arresti, ma delle opere nessuna traccia, erano state trasferite fuori dalla Moldavia. A maggio vengono ritrovate, erano state sotterrate vicino al fiume Dnepr, in Ucraina.

Da maggio a dicembre le complesse procedure per il loro rientro, fatte di cortesie, incontri diplomatici e richieste impazienti. Alla fine di quest'anno sono arrivate prima le condanne ai componenti della banda processati in Italia e oggi pomeriggio partirà l'aereo che domani mattina riportera a Verona i quadri rubati.

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