Cronaca Centro storico / Corso Cavour

Rapina a Castelvecchio: un'operazione studiata fin nei minimi dettagli

Il colpo a Castelvecchio di giovedì scorso era evidentemente stato preparato dai rapinatori fin nei minimi dettagli. Dei veri professionisti che nulla hanno lasciato al caso: uno di loro si sarebbe persino finto parte integrante del personale del museo

Le modalità operative della banda che giovedì scorso ha assaltato e svaligiato Castelvecchio, dalle ricostruzioni che stanno emergendo in questi giorni, risultano quelle di professionisti che nulla hano lasciato al caso. Si è evidentemente trattato di un colpo da maestri, organizzato in ogni dettaglio e curato fin nei più piccoli particolari con estrema scrupolosità. I banditi conoscevano perfettamente le tempistiche di chiusura della sede museale, così come i movimenti degli addetti e lavoratori all'interno di Castelvecchio.

Tra i particolari più significativi, sicuramente il fatto che uno dei criminali, all'incirca verso le ore 19.30 avrebbe persino finto di essere parte del personale di Castelvecchio, invitando gli ultimi visitatori rimasti ad uscire celermente dall'ingresso principale. In questo senso, così come riferito dall?Arena, il magistrato che sta svolgendo le indagini ha voluto far sapere che chiunque si sia trovato quel giorno a Castelvecchio durante le fasi di chiusura serale, potrebbe svolgere un ruolo di grande aiuto nelle indagini: "Stiamo cercando qualcuno che giovedì alle 19.30 è stato invitato ad uscire dal cancello. Forse erano turisti, speriamo non solo stranieri, che a quell’ora sono stati avvicinati proprio da uno dei tre banditi che fingeva di essere uno del personale. Ci interessa capire se parlava con qualche accento particolare".

Una volta chiuso il portone, sarebbe dunque scattata la rapina vera e propria: minacciati con le pistole, verso le 19.40 circa, la dipendente comunale e l'agente della vigilanza sono subito stati immobilizzati e legati. Dopodiché i ladri hanno slegato le gambe della guardia giurata e si sono fatti accompagnare nelle sale dove erano contenuti i dipinti di loro interesse. Qui hanno proceduto in solitaria, staccando dalle pareti i preziosissimi quadri, purtroppo difesi solamente da un allarme volumetrico nella sala che per l'occasione non era stato attivato, e non da singoli sensori a parete come invece, forse, sarebbe stato più opportuno che fosse.

Le operazioni si sono poi concluse verso le 20.30, quando i banditi hanno recuperato la vettura della guardia giurata, alla quale in precedenza avevano opportunamente sottratto le chiavi, parcheggiata come d'abitudine proprio a ridosso delle mura di Castelvecchio. Nell'arco di tempo di qualche minuto, la macchina viene caricata dei dipinti e subito dopo i ladri si danno alla fuga. Ora resta da sperare che le indagini in corso possano portare in breve tempo a qualche risultato, magari proprio con l'ausilio di qualche visitatore che quel giovedì 19 novembre potrebbe persino essersi trovato faccia a faccia, in modo inconsapevole, con uno dei banditi.

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