Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Rapina alla tabaccheria: "Siamo i bancomat della mala"

Quattro ventenni in manette per il colpo in Borgo Venezia di gioved. La titolare: "Terrore puro"

Rapina alla tabaccheria: "Siamo i bancomat della mala"

“Eravamo terrorizzati. Avevo gli occhi puntati sulla pistola e ricordo solo la faccia cattiva del ragazzo”. Patriza Michelon, titolare della tabaccheria di via Montorio presa di mira da tre ventenni giovedì scorso, commenta così la rapina e le minacce subite nel negozio di Borgo Venezia. “E’ la seconda aggressione in poco tempo- continua- e resta sempre il senso di paura per ogni evento anomalo che capita nel locale. Solo chi è stato nella stessa situazione può capire cosa si prova".

Quella sera del 10 febbraio in tre avevano assaltato la tabaccheria al civico 35. Tutti armati di pistole scacciacani, imitazioni perfette della Beretta M92F. Spavaldi, “con modo di fare esperto nell’impugnare le armi”, come precisa il dirigente della questura, Massimo Castellani. Certo i giovani rapinatori non si aspettavano della celerità dell’intervento degli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile di Verona.

Un arresto flash, in flagranza di reato, per due coppie di ventenni, finiti in manette nel giro di 5 minuti. L’avevano pensata come nei film di malavita. Due giovanissimi romeni, “quelli senza scrupoli”, Alex Fainel Romanescu, 21 anni, e Balauta Laurentiu, 22, erano i primi ad entrare a pistole spianate. Dietro di loro Francesco Bovo, 25enne calabrese, il “palo” della situazione, che avrebbe dovuto tenere a bada eventuali nuovi avventori della tabaccheria. Nella Bmw grigia parcheggiata poco distante, al volante, il conterraneo di Bovo, Antonio Greco, di 24 anni. Quando sono penetrati nel negozio, quella sera, armi in pugno, avevano tenuto sotto scacco i sei presenti, quattro clienti e i due titolari, marito e moglie. Provvidenziale è stata però la chiamata al 113 di una ragazza che si era accorta dell’entrata dei rapinatori, parzialmente travisati. È stato così che la centrale operativa ha inviato sul posto diverse pattuglie, blindando la zona e tutte le possibili vie di fuga. Quando sono usciti dalla tabaccheria sono saliti in macchina e ripartiti sgommando, ma la polizia li aveva circondati. Alla vista dei lampeggianti hanno lanciato le armi dal finestrino e nascosto le banconote nelle mutande. Poco dopo le manette e il carcere per rapina aggravata in concorso.


Ce l’avessero fatta, i ventenni sarebbero fuggiti con un bottino cospicuo, di 1390 euro in contanti, frutto di una giornata di lavoro della signora Michelon dietro al bancone nel ricevere i soldi delle puntate al Lotto e dei pagamenti delle assicurazioni. Quasi sicuramente i malviventi, risultati poi senza alcun precedente penale, sapevano che quella sarebbe stata la giornata giusta per mettere a segno il colpo. I dettagli sono stati commentati stamattina dal dirigente della Squadra Mobile, Giampaolo Trevisi e da Massimo Castellani, delle Volanti. Assieme a loro la titolare Michelon e il rappresentante provinciale della federazione italiana tabaccai, Roberto Forin. È stata anche la signora Michelon a fornire preziosissimi particolari ai poliziotti. Quella sera, ancora scossa dall’aggressione, è uscita dal suo negozio per guardare che direzione prendessero i furfanti e ha notato la loro macchina. “I numerosi casi che hanno visto, come vittime, commessi e titolari di farmacie e ricevitorie- commenta Forin- ci fanno pensare di essere diventati i bancomat della malavita. I tabaccai sono una delle categorie più bersagliate e conversando con loro ormai è onnipresente un timore quotidiano, un pensiero ricorrente acuito dalle notizie di nuove rapine sui giornali. I titolari si svegliano col terrore che quel giorno possa toccare a loro”.

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