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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca Centro storico / Via del Lanciere

Accusati di rapina a mano armata, dopo sette anni non vengono riconosciuti: assolti

Una coppia di nomadi nel maggio del 2006 si era accordata con i tre imputati per acquistare un Mercedes. Incontratisi, i venditori avevano minacciato con le armi i compratori obbligandoli a consegnare il denaro senza lasciare l'autovettura

Sono finiti davanti al tribunale con l'accusa di rapina a mano armata ma, dopo sette anni, le vittime non li hanno riconosciuti. Ecco cosa è successo nell'aula di giustizia di Verona ieri, dove un processo per rapina aggravata è finito in un nulla di fatto.

LA VICENDA - Stando a quel che è emerso una coppia di nomadi nel maggio del 2006 si era accordata con i tre imputati per acquistare un Mercedes, l'appuntamento era alle Corti Venete da dove poi avrebbero raggiunto Zevio. Una volta arrivati, stando all'accusa, i venditori avevano minacciato con le armi i compratori obbligandoli comunque a consegnare il denaro (30mila euro) senza tuttavia lasciare l'autovettura. Un'accusa grave che non ha retto in dibattimento. Furono svolte indagini e accertamenti sui liquidi biologici (gli imputati erano stati invitati a bere qualcosa) ma non furono trovati elementi a loro carico. Le vittime descrissero i rapinatori e gli investigatori risalirono agli odierni imputati mentre le difese hanno obiettato che c'erano divergenze tra la descrizione e le foto.

NIENTE DI FATTO – Ieri in tribunale gli imputati non sono stati riconosciuti dagli accusatori. In mancanza del riconoscimento J.D., M.D. e Z.D. ieri sono stati assolti dal collegio presieduto da Sandro Sperandio. Solo una quarta persona, M.M., è stata condannata a 3 anni e 4 mesi: era su un camper risultato poi rubato e per lei l´accusa era ricettazione.

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