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Cronaca

Rapina 50 euro, ancora manette per Sandrini

Quarta rapina in due mesi per il "maldestro" 33enne di Bovolone. Ora rischia grosso

E’ finita ancora male per colui che è stato ribattezzato “il più maldestro rapinatore della Bassa Veronese”. Per Luca Sandrini, 33enne di Bovolone, si sono aperte ancora le porte del carcere di Montorio, ennesima volta dall’inizio dell’anno: delle cinque rapine messe a segno nel comune veronese almeno quattro portano la sua “firma”. Ieri sera è toccato ad un negozio di alimentari. Verso le 19, Sandrini ha seminato alcuni minuti di panico al “Nosè” di via San Pierino per un bottino, tutt’altro che cospicuo di 50 euro.

Entrato nel locale, il 33enne ha temporeggiato e interagito con la commessa e la titolare facendosi preparare un panino. Poi la rapina vera e propria: mentre la commessa è impegnata Sandrini estrae una pistola giocattolo, imitazione di una Beretta calibro 9, e la punta alla tempia della titolare di 80 anni in sedia a rotelle, intimandole di darle l’incasso. Prese le poche banconote, fugge ma viene arrestato poco distante, nei pressi di via Pio X dai carabinieri allarmati dalla segnalazione dell’anziana. Un’altra rapina dettata, si presume, dalla disperazione e dalle incombenze di pagamento: rate, bollette e alimenti. Ora rischia come precisa il capitano del comando stazione di Villafranca, Alberto Granà “una recidiva gravissima per le precedenti rapine che ha compiuto. In questo caso aggravata poi dall’evasione dei domiciliari, considerata fuga a tutti gli effetti ai sensi del Codice Penale”.

Quattro rapine dall’inizio del 2010 per il 33enne: due mesi fa in una sola giornata aveva rapinato un solarium e un negozio di bambini, rapine strane, per non dire maldestre: solo dopo le varie irruzioni ricordava di mettere il passamontagna per nascondere il volto e prese le poche centinaia di euro fuggiva ma veniva subito acciuffato dai militari. Condannato ad un mese e mezzo, la pena fu sospesa in attesa di un’ulteriore udienza. Poi un mese fa la terza rapina, stavolta in una banca del centro a pochi passi dal comando cittadino dei carabinieri e la cattura dietro la parrocchia mentre tentava di disfarsi degli abiti “di lavoro”. Il processo per direttissima lo aveva poi consegnato agli arresti domiciliari.

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