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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Racket di droga in citt due quintali sequestrati

La Finanza stronca il "giro" di hashish agli afroraduni: 190 mila euro sigillati e 22 arresti

“Con tutta probabilità la più grossa operazione antidroga emersa a Verona su indagini della guardia di finanza”. Esordisce così il tenente colonnello Carlo Levanti, del nucleo polizia tributaria, a spiegare i 233 chilogrammi di droga sequestrata, i 190 mila euro in contanti e i 22 arresti che hanno portato alla conclusione della seconda fase dell’operazione “Bolenath”.

Un anno di indagini, partite poco prima dell’estate 2009 con pedinamenti e perquisizioni, che ha stroncato un traffico internazionale che partiva da Marocco, Olanda e Spagna alla volta di Verona, Bologna e Livorno, veri e propri centri di smistamento della droga. Nel mirino dei finanzieri, i vari festival di musica afro e reggae organizzati sul territorio nazionale e terreno “fertile” per lo spaccio di hashish, poichè frequentati da giovani e giovanissimi.

Ad innescare tutta l’operazione è stato l’arresto del dj veronese Paolo Nardi, promoter di eventi, titolare di un’etichetta discografica e accusato di essere il capofila dell’intera organizzazione criminale che vantava contatti in sei provincie italiane, tra Varese, Genova, Padova, Bologna, Perugia e Livorno. Nel 2009 era stato proprio Nardi a finire agli arresti domiciliari per la detenzione di quasi mezzo chilo di hashish, e da lì sono partite le intercettazioni che hanno dato il via alle successive indagini che hanno individuato nell’israeliano Guy Nasif, 26 anni, uno dei suoi maggiori fornitori. Poi, a cascata, un corriere dietro l’altro e il sequestro di auto, droga occultata all’interno e contanti.

“Sono tutt’ora in corso le fasi terminali di Bolenath coadiuvate dai comandi della Finanza delle provincie interessate- annuncia Levanti- ma ora è ben chiaro il modus operandi del sodalizio criminale: il vertice era ben distinto da chi intratteneva i contatti con i maggiori fornitori olandesi e marocchini, chi curava gli affari in Italia e chi aveva il compito di procacciare i clienti e nuovi grossisti. Nella fattispecie è emerso che il ruolo di collegamento tra l’Italia e l’estero era affidato ai due arrestati Alessandro Affede, grossetano di 32 anni e Francesco Chiappalone, 29enne di Bari”.

Ieri, alle prime luci dell’alba, l’ennesimo giro di vite delle Fiamme Gialle scaligere che hanno arrestato 16 responsabili e 20 mila euro in contanti che hanno fatto salire a 190 mila euro la somma di denaro messa sotto sigilli. A subire un contraccolpo immediato sono stati i festival estivi di reggae più importanti d’Italia, che ogni anno richiamano migliaia di appassionati, e che ora sono nell’occhio del ciclone. Conclude Levanti: “Non è escluso che alcuni di questi eventi possano essere coinvolti come mercati per la vendita al dettaglio. Segnale importante è, ad esempio, lo spostamento in Spagna della sede di un grosso festival che da 15 anni si svolgeva a Udine. Ulteriore input arriva dal Salento, dove è stato momentaneamente bloccato un'altro di questi raduni”.

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