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Cronaca Sona / Via Antonio Pelacane

Antichi dipinti russi trafugati, in manette 4 persone tra Roncà e Sona

La guardia di finanza è arrivata al sequestro delle opere d'arte durante un'altra attività d'indagine su un fallimento: arrestati due fratelli titolari di negozi d'antiquariato e rivenditori bresciani e veronesi

Otto icone russe, risalenti ad un periodo tra il diciottesimo e la prima metà del diciannovesimo secolo sono state recuperate dalla guardia di finanza di Verona, che ha denunciato quattro persone: due fratelli di Roncà con l'accusa di contrabbando, e due rivenditori di Sona e Brescia per ricettazione ed incauto acquisto.

Le Fiamme Gialle sono arrivate al sequestro delle opere d'arte durante un'altra attività d'indagine su un fallimento, che ha portato ad una perquisizione a Brescia e da lì è stata ricostruita tutta la filiera, arrivando a Sona, dove sono state scoperte le prime cinque icone, mentre altre tre erano a casa dei due fratelli di Roncà, titolari di negozi di elettrodomestici e di beni d' antiquariato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le opere d'arte erano state introdotte in Italia in violazione delle norme sull'importazione. I quattro non avevano certificati, in mano.

Le icone, dopo essere giunte a Roncà, erano state cedute al compratore di Sona e da lì erano poi ripartite alla volta di Brescia per essere valutate erivendute. Le persone indagate, che hanno tra i 45 e i 55 anni, non sono coinvolte nel fallimento, da cui ha preso il via l'indagine. L'icona più preziosa è stimata 2600 euro, complessivamente le opere sequestrate hanno un valore di 13mila euro.

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