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(Foto di repertorio)

(Foto di repertorio)

Dal 41 bis ai domiciliari grazie al Covid, 70enne riportato in carcere

Aggravamento di pena anche per un 37enne che aveva compiuto un furto in provincia di Varese. E gli agenti veronesi scovano anche due ricercati

Le indagini effettuate dalla squadra mobile di Verona hanno consentito, nei giorni scorsi, di individuare e portare in carcere quattro cittadini destinatari, a vario titolo, di misure restrittive disposte dalla magistratura. Nello specifico, in due casi si è trattato di un aggravamento di misure già in atto e negli altri due casi di esecuzione di ordini di carcerazione.

Il primo a essere stato individuato è un palermitano di 70 anni, destinatario di un'ordinanza di aggravamento della misura alternativa al carcere che gli era stata concessa in seguito all'emergenza Covid-19. Il magistrato di sorveglianza di Verona, lo scorso 15 giugno, ha ritenuto di disporre l'aggravamento della misura nei confronti dell’uomo che stava scontando l'ergastolo in regime di 41 bis nel carcere di Padova. La pena era stata decisa in quanto il 70enne è stato ritenuto responsabile di un duplice omicidio commesso nei confronti di due esponenti di spicco della mafia siciliana, legati a Cosa Nostra, ed anche per il reato di produzione e traffico di sostanze stupefacenti.
Un altro aggravamento è stato eseguito nei confronti di un cittadino albanese di 37 anni che, nell'aprile 2019, si era introdotto in un bar della provincia di Varese ed aveva tentato di impossessarsi dell'incasso di alcune macchinette videopoker. Per i reati di furto, danneggiamento e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, la Corte d'Appello di Milano, solo pochi giorni fa, aveva disposto l'applicazione della custodia cautelare in carcere.

Sono, poi, stati intercettati dagli agenti della polizia veronese due ricercati. La prima, una donna di 49 anni originaria di Genova, irreperibile dal 2018, che deve scontare una pena di due anni, un mese e ventisette giorni di reclusione per maltrattamenti contro familiari e conviventi e per abbandono di minori o incapaci; reati commessi nel 2010, nei confronti dei due figli di 3 e 4 anni. Il secondo a finire in manette è stato un sardo di 62 anni, condannato a otto mesi di reclusione per una truffa commessa nel 2008. L’ordine di carcerazione nei suoi confronti era stato disposto quattro anni fa dalla Procura di Torino.

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