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Lo pugnala con un pezzo di vetro per un presunto furto: portato a Montorio

Un furto di denaro (non riscontrato) avrebbe scatenato la lite che ha portato all'accoltellamento di una persona a Valeggio sul Mincio, nel centro di accoglienza dove alloggiano una ventina di richiedenti asilo

Ci sarebbe un presunto furto di denaro, e probabilmente anche qualche bicchiere di troppo, alla base della violenta aggressione che nel pomeriggio di martedì si è consumata nel centro accoglienza di Valeggio sul Mincio
Il centro, situato in via IV Novembre, è composto da 3 appartamenti che danno ospitalità a 6-7 persone ognuno, per un totale di una ventina di richiedenti asilo. Di questi alcuni si trovano lì da alcuni mesi, altri invece sono arrivati da poco: quasi tutti svolgono alcuni lavori nei campi o in aziende della zona, alcuni addirittura fuori dalle mura di Valeggio, come riferiscono i carabinieri. 

Proprio i militari della stazione locale sono dovuti intervenire sul posto, per sedare la furia di K.F., classe 1988 originario della Guinea, che avrebbe originato il parapiglia, così come ha raccontato il maresciallo Daniele De Risi e il carabiniere Davide Florian. 
K.F. dunque sarebbe rientrato alterato dall'alcol nel pomeriggio di martedì e avrebbe preso di mira il primo richiedente asilo tornato nella struttura, accusandolo di avergli sottratto dei soldi (fatto però di cui non si ha riscontro). L'uomo inizialmente brandiva un coltello, ma sarebbe stato disarmato poi dagli altri occupanti, tutti minacciati dalla sua ira: nel pariglia è stata mandata in frantumi una portafinestra, da cui l'uomo avrebbe preso il pezzo di vetro con cui ha colpito D.F., classe 1999 del Mali, che aveva difeso la prima persona aggredita da K.F., la quale avrebbe poi lanciato l'allarme ai carabinieri. Arrivati sul posto, gli operatori hanno faticato non poco a bloccare l'esagitato e a caricarlo in auto, ma non prima di averlo perquisito e di avergli sequestrato un secondo coltello da cucina che nascondeva sotto la giacca. 
Nel frattempo il ferito perdeva copiosamente sangue dopo essere stato colpito al fianco sinistro (e non al cuore come riferito martedì): il giovane premeva con la mano sulla zona dove era arrivato il fendente, ma questo non è bastato a rallentare l'emorragia. Condotto d'urgenza in ospedale, è stato sottoposto ad intervento chirurgico e la prognosi ora è di 30 giorni, ma viene tenuto sotto osservazione in caso di possibili complicazioni. 

Arrivata anche un'altra pattuglia dell'Arma di Bardolino a dare man forte, K.F. è stato portato al Comando, mantenendo però un forte stato di agitazione. Arrestato dunque per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, è stato condotto del carcere di Montorio. 

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