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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Centro storico / Corso Sant'Anastasia

Pubblicità irregolari in città: da settembre ad oggi multe per 100mila euro

In tutto sono 109 gli impianti controllati, 57 dei quali sono risultati irregolari. “Aver accertato un così alto numero di violazioni non deve far pensare che circa metà delle installazioni cittadine siano fuori legge"

La Polizia municipale, da settembre 2015 ad oggi, ha controllato 109 impianti pubblicitari 57 dei quali sono risultati irregolari.
Oltre ai controlli effettuati su iniziativa degli agenti, 15 sono scaturiti a seguito di segnalazioni pervenute direttamente dai cittadini e 53 da richieste dal settore Tributi, in seguito al rifiuto della domanda presentata dall'interessato, per la verifica di ordinanze di rimozione dei manufatti o perché la documentazione fotografica della domanda presentata evidenziava situazioni diverse rispetto a quelle già autorizzate. In certi casi le situazioni non sono state regolarizzate nemmeno dopo l'invito del settore competente.
Tra le irregolarità rilevate vi sono
: un carrello pubblicitario posizionato alle porte della città, al quale erano state tolte le ruote; lo spostamento di un impianto senza che il proprietario avesse aggiornato la targhetta di identificazione; la difformità di alcuni impianti rispetto a quanto autorizzato dal Comune; la mancata rimozione di impianti a seguito dell'ordinanza del settore Tributi; il posizionamento di cavalletti non autorizzati.
Altre situazioni accertate riguardano pubblicità sui cantieri edili ed insegne di negozi, esercizi pubblici o targhe di professionisti non autorizzate, pubblicità di distributori di carburante.

“Aver accertato un così alto numero di violazioni - commenta il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura - non deve far pensare che circa metà delle installazioni pubblicitarie cittadine siano fuori legge. Oltre un terzo delle verifiche infatti era mirato a situazioni sospette, segnalate direttamente dal settore Tributi. È però altrettanto vero che abbiamo rilevato molte leggerezze, frutto magari di errate convinzioni, che però possono costare care. Da settembre ad oggi, per esempio, l’importo contestato per queste sanzioni è di oltre 100 mila euro”.

Il riferimento è alle insegne d'esercizio e alle targhe professionali, ad esempio, per le quali in moltissimi casi non viene richiesta una tassa, ma che devono essere espressamente autorizzate. Come devono essere espressamente autorizzate le pubblicità delle iniziative collaterali al rifornimento di carburante o le indicazioni delle ditte che lavorano nei cantieri edili, come idraulici, elettricisti e fornitori vari.

Le conseguenze delle occupazioni non autorizzate del suolo pubblico sono molto pesanti perché la sanzione si calcola moltiplicando per otto la tassa di occupazione del suolo pubblico, per minimo 30 giorni (fino alla rimozione della struttura), aumentata del 50%. Al calcolo dell'imposta vanno aggiunte le due o tre sanzioni a seconda dei casi: un terzo del canone così calcolato, l'occupazione di suolo pubblico (art. 20 CdS, minimo 169 euro) e pubblicità irregolare (art. 23 CdS, minimo 422 euro).

Il posizionamento di un cavalletto pubblicitario abusivo in centro, ad esempio, che occupa un solo metro quadrato, o anche meno, può facilmente venire a costare oltre 2 mila euro, tra canone maggiorato e sanzioni.

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