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Provincia di Verona Turismo vicina alla liquidazione. Rischio frammentazione

L'ente coordina la promozione turistica del territorio, ma chiuderà i battenti se entro fine anno non sarà salvato. Fantinati (M5S): "Questo perché una legge regionale consentirà ad ogni Comune di promuovere il turismo come meglio crederà e a seconda delle proprie possibilità"

Poco più di un mese. È quanto resta alla società "Provincia di Verona Turismo" prima della liquidazione. Alternativa che scatterà all'inizio del 2018 per l'ente che coordina la promozione turistica del territorio scaligero, se nessuno si presenterà a salvarlo attraverso il bando di prossima pubblicazione.

Notizia triste, in particolare per gli impiegati che perderanno il lavoro e più in generale per il territorio che, in un periodo in cui si parla di turismo come volano dell'economia, perderebbe un punto di riferimento per gli Iat provinciali.

Questo perché una legge regionale consentirà ad ogni Comune di promuovere il turismo come meglio crederà e a seconda delle proprie possibilità - commenta il deputato veronese 5 Stelle Mattia Fantinati - Così in questi anni si sono sprecati fondi economici importanti e l'inefficienza, a causa di mancata coordinazione, è stata purtroppo molto grave. Facendo parte anche della commissione Turismo alla Camera dei Deputati, ribadisco quanto la risorsa inestimabile che deriva dal turismo nostrano debba avere una regia centrale che coordini al meglio le attività di promozione territoriale.

Una vicenda già nota al consigliere comunale veronese Michele Bertucco già questa estate aveva chiesto al Comune di Verona di dialogare con la Provincia per non perdere questo patrimonio. 

L'attuale sfacelo delle politiche del turismo ha più responsabili - spiega Bertucco - Una politica nazionale spregiudicata che ha tolto benzina alle province prima di valutare tutte le conseguenze; una politica regionale come al solito inadeguata che progetta grandi organismi completamente scollegati dalle realtà territoriali. Quello che sta accadendo è ciò che noi paventiamo da tempo, ovvero che ogni Comune sta andando per conto proprio, con la conseguenza di risultare a livello territoriale ininfluenti rispetto all'obiettivo di intercettare e influenzare i grandi flussi turistici internazionale. Questo declino va di pari passi con la crisi del nostro scalo aeroportuale. La soluzione, o un tentativo di soluzione, è che il Comune capoluogo, Verona, si proponga come capofila di politiche territoriali coordinate, con scambi e collegamenti, ad esempio, tra città d’arte e lago, ma anche con la pianura e la montagna. Diversamente, ciascuno sarà condannato a vivere di rendita, finché potrà o finché non varieranno i flussi. Un tentativo è dovuto anche nei confronti dei lavoratori che stanno rischiando di perdere il proprio posto di lavoro per gli errori della politica.

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