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Medici specializzandi, protesta in piazza Bra a Verona - foto Federico Benini

Medici specializzandi, protesta in piazza Bra a Verona - foto Federico Benini

Medici specializzandi, Pd: «Serve rispetto». Arruolati per campagna vaccinale Covid-19

Il capogruppo Pd a Verona Federico Benini esprime solidarietà ai medici che chiedono lo sblocco della graduatoria SSM 2020, intanto il ministero annuncia l'«impiego dei medici specializzandi in formazione nelle attività di profilassi vaccinale anti Sars-CoV-2»

Dopo la protesta in Bra di lunedì 7 dicembre a Verona da parte dei medici specializzandi in attesa di assegnazione negli ospedali d'Italia, scesi in piazza proprio per chiedere lo sblocco della graduatoria SSM 2020, anche il Pd locale ha preso posizione con il consigliere a palazzo Barbieri Federico Benini. Il capogruppo dem in Consiglio comunale scrive infatti in una nota: «In piena emergenza pandemica 20 mila giovani medici stanno aspettando di poter entrare in reparto, - afferma il consigliere comunale Federico Benini - cosa che non sta avvenendo a causa di continui slittamenti di tipo burocratico. Il programma iniziale prevedeva la pubblicazione della graduatoria per il 5 ottobre e l'assegnazione nelle diverse sedi per il 12 ottobre. La presa in servizio presso i reparti era prevista per il 30 dicembre prossimo venturo. Il 5 ottobre, senza nessun preavviso, è stato loro comunicato che, a causa di numerosi ricorsi, la pubblicazione della graduatoria sarebbe slittata e, di conseguenza, tutta la procedura».

Riassumendo dunque le varie fasi della lunga attesa da parte dei medici in attesa di ricevere comunicazione ufficiale circa la loro assegnazione da parte del Ministero dell'Università e Ricerca (MUR, ndr), il consigiliere Pd Federico Benini riporta così tutte le altre tappe di questa penosa cronistoria: «ll 26 ottobre è stata pubblicata una graduatoria provvisoria, a cui è seguito, il 9 novembre, la pubblicazione di un cronoprogramma che riportava le seguenti scadenze: 23 novembre: apertura della fase di scelta; 27 novembre alle ore 12: chiusura della fase di scelta; 30 novembre: assegnazione dei candidati alla Scuola. Successivamente - spiega sempre Federico Benini - era prevista la fase di immatricolazione e la presa in servizio, confermata per il 30 dicembre. Il 23 novembre, dopo numerose chiamate per capire il problema, la fase di scelta è stata aperta alle ore 21, con comunicazione che la stessa fase sarebbe durata fino al 30 novembre, senza indicazione sulla nuova data di assegnazione delle sedi. Il 30 novembre la chiusura della fase di scelta è stata spostata al 1 dicembre ed è stato comunicato che il 3 dicembre sarebbe avvenuta la fase di assegnazione. Il 3 dicembre, data prevista per le assegnazioni, non hanno ricevuto nessuna notizia».

Il commento da parte del consigliere comunale Pd Federico Benini in merito a questa vicenda è quindi molto esplicito: «In tutto questo, anche a seguito di comunicazione video del ministro Manfredi, sembra confermata l'intenzione di iniziare il 30 dicembre, sostanzialmente concedendo loro meno di 15 giorni tra assegnazione ed inizio, con molti di loro che dovranno trovare casa e traslocare. A 26 anni non non sono più dei ragazzini e meritano rispetto. Confido, che la politica, ad ogni livello possa dare ascolto ai loro diritti. Il vantaggio è di tutta la comunità».

Ma non è tutto, poiché nel frattempo il Ministero dell'Università e della Ricerca parrebbe essersi ricordato dell'esistenza degli "specializzandi" per coinvolgerli nella prossima campagna di vaccinazione contro il coronavirus Sars-CoV-2. Secondo quanto indicato da una lettera ufficiale che reca come oggetto "Attività di profilassi vaccinale anti Sars-CoV-2", a firma del Segretario Generale del MUR Dott.ssa Maria Letizia Melina ed indirizzata al presidente della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia, infatti, il Ministro della Salute Roberto Speranza tramite una nota dell'1 dicembre 2020, avrebbe richiesto al MUR «l'adozione di ogni più opportuna azione finalizzata a favorire l'impiego dei medici specializzandi in formazione nelle attività di profilassi vaccinale anti Sars-CoV-2, affinché anch'essi possano dare un contributo diretto e fattivo in questo momento così importante per il nostro Paese».

È in particolare l'ultimo periodo della frase appena citata ad aver destato non poche perplessità, anzitutto proprio a quei medici "specializzandi" che ormai da un anno a questa parte stanno già fornendo in tutti gli ospedali d'Italia «un contributo diretto e fattivo in questo momento così importante per il nostro Paese». Di certo non vi è bisogno, perché ciò avvenga, che gli "specializzandi" ad oggi già presenti in tutti i reparti ospedalieri delle strutture italiane, comprese quellle più sotto stress a causa della pandemia, siano chiamati a svolgere le attività connesse alla campagna di vaccinazione della popolazione italiana, quando essa potrà finalmente avere inizio. Piuttosto, tale servizio sarà un'ulteriore attività che gli studenti/lavoratori medici "specializzandi" negli ospedali italiani saranno chiamati ad offrire, a riconferma del loro essere componente essenziale per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, per quanto alle volte qualcuno sembrerebbe dimenticarsene un po' troppo facilmente.

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