Fondazione Arena, lavoratori a Firenze per protestare e Nabucco a rischio

Chi opera nelle 14 fondazioni lirico sinfoniche d'Italia si ritroverà domani nel capoluogo toscano per una manifestazione. Intanto delle scenografie della nuova opera in cartellone non si sa nulla

(Foto Ennevi)

Ci saranno anche i lavoratori di Fondazione Arena insieme a quelli delle 14 fondazioni lirico sinfoniche d'Italia alla manifestazione di domani, 27 marzo, a Firenze. "A causa del nuovo disegno di legge sullo spettacolo dal vivo, attualmente al vaglio del Parlamento, molte fondazioni che hanno aderito alla Legge Bray non arriveranno al 2018", si legge nella nota diffusa dai sindacati. E tra gli enti lirici che hanno richiesto l'accesso alle agevolazioni della Legge Bray c'è anche la Fondazione Arena.

"La politica ragionieristica di questi anni - continuano i sindacati - ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro, determinando non solo la chiusura di interi settori produttivi (ad esempio: corpi di ballo e laboratori di scenografia) ma anche un'arbitraria rivisitazione di quanto richiesto dalle partiture dei compositori".

I sindacati chiedono che si apra una discussione di prospettiva per la lirica italiana. La mobilitazione continuerà fino a quando non sarà attivato un dialogo adeguato alla gravità della situazione. Una gravità sottolineata anche dal M5S di Verona preoccupato per il Nabucco di Bernard Arnaud, novità della stagione areniana 2017. "C'è ancora chi non ne sa niente - avvertono i 5 Stelle - Gli scenografi della Fondazione Arena avrebbero dovuto essere al corrente del programma dei lavori. I tempi richiesti per un nuovo allestimento sono di circa tre mesi, ma la prima in Arena è in programma il 23 giugno e al momento, non sono arrivati ai lavoratori nemmeno i bozzetti".

"La denuncia che ci è arrivata da alcuni lavoratori è preoccupante non solo per lo stato di avanzamento di quella che dovrebbe essere l'opera di punta della stagione, con ambizioni internazionali, ma anche per il futuro di chi in Fondazione lavora da anni - è il commento del candidato sindaco Alessandro Gennari - Il timore che i lavori per la scenografia vengano affidati a una realtà esterna è concreto. Noi per la lirica veronese abbiamo ben altri piani: nel nostro programma elettorale c’è un polo dello spettacolo che si occupi di scenografie e costumistica, non solo per gli allestimenti locali, ma anche allo scopo di attirare investimenti dall'estero. La nostra tradizione secolare nel settore, unità ad un'accademia delle Belle Arti in crescita costante, potrebbe creare un polo di assoluta eccellenza con indotti elevatissimi per tutti".

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