rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Via Don A. Sempreboni, 5

Cancro alla prostata, a Verona 350 casi all'anno, ma la prevenzione è possibile

In Veneto, ogni anno il 29,2% dei maschi di 50-69 anni e il 20,8% degli over70 riceve la diagnosi. Gli esperti:“Il rischio di sviluppare un tumore aumenta con l'età. È necessario intervenire con programmi di informazione adeguati anche in questa fascia di popolazione”

A Verona ogni anno si registrano 350 casi circa di tumore della prostata, che colpisce quasi 4.000 uomini in tutto il Veneto, oltre la metà dei pazienti ha più di 70 anni. In tutta Italia, nel 2015 le diagnosi sono state più di 35.000, un quinto di tutte le neoplasie e il più frequente nei maschi con più di 65 anni. Gli anziani rappresentano circa il 18% della popolazione in questa regione e la neoplasia più diagnosticata è il tumore della prostata. Tuttavia, 8 su 10 non sanno che si può prevenire o anche convivere con il cancro adottando stili di vita corretti ed evitando fumo e alcool.

“Le abitudini scorrette possono e devono essere modificate anche in età avanzata. In Veneto, gli amanti delle sigarette sono solo l'8%, ma un anziano su cinque fuma più di 20 sigarette al giorno. Il 58% è in sovrappeso od obeso, anche se la percentuale si riduce con l'età - spiega la dottoressa Stefania Gori, direttore di oncologia medica all'Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e presidente eletto AIOM -, e solo il 21,3% fa attività fisica rispetto al 26,1% nel resto d'Italia. Soprattutto il rischio di eccedere con l’alcool è molto alto, circa un quarto della popolazione anziana in questa regione rispetto al meno di un quinto osservato in tutto il Paese. Questa situazione è più o meno evidente in tutta Italia e ha portato l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) a lanciare il progetto ‘Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo’, un vero e proprio 'Tour della prevenzione' in ventitré città italiane che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età”.

L’iniziativa, realizzata con successo da AIOM, grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta al suo ventiduesimo incontro, che si svolgerà nel pomeriggio di venerdì 29 aprile a Cavaion Veronese presso il Circolo Molinari (in via Fracastoro, 7), alle ore 15:30. “È preoccupante osservare che il 79% degli over65 non ritenga utile modificare le abitudini scorrette in età avanzata - aggiunge il dott. Maurizio Nicodemo, oncologo all'Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar presente all'incontro -, quando invece è ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, che consentono di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, di prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire il rischio oncologico. Recenti studi, ad esempio, hanno confermato che smettere di fumare in età avanzata può ridurre il rischio di invalidità e di mortalità di un terzo”.

Il tour si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, in particolare quello della prostata, al primo posto per frequenza nei maschi anziani, per spiegare che si può prevenire, ma anche che quando colpisce può essere sconfitto e si può tornare ad una vita normale. Obiettivo è intercettare la fascia di popolazione per la quale non esistono programmi di informazione adeguati. “Correggere comportamenti a rischio come l’abitudine al fumo, il consumo di alcol o la sedentarietà anche in età matura porta enormi vantaggi, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia - sottolineano gli esperti -. Con l’invecchiamento, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Nonostante ciò, il 40% dei tumori si può prevenire attraverso uno stile di vita corretto. Una dieta sana ha importanti effetti positivi perché, quando si è colpiti dalla malattia, può rallentare la progressione del cancro e aiutare il paziente a rispondere meglio alle terapie. L’oncologo ha un ruolo chiave nell’informare l’anziano non solo sulla patologia e sui trattamenti a quali sarà sottoposto, ma soprattutto su come gestire il tumore, partendo dalla correzione di quei comportamenti sbagliati come l’abitudine al fumo, il consumo di alcolici, l’alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”.

“La maggior parte dei tumori negli over65 - dichiarano gli oncologi - è scoperta in fase avanzata. E spesso non tutti i pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi sarà sottolineato il concetto di tempestività della diagnosi. Prima si riconosce la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne. Più del 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata oggi sopravvive o convive con il cancro. Tuttavia, a differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”. Durante l’incontro sarà anche distribuito l’opuscolo informativo realizzato da AIOM, che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai loro familiari di conoscere la patologia, capire cos’è e come si arriva alla diagnosi, fornendo consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha sulla quotidianità della persona.

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che ha reso possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cancro alla prostata, a Verona 350 casi all'anno, ma la prevenzione è possibile

VeronaSera è in caricamento