Ticket al Pronto Soccorso: il numero di codici bianchi passa dal 17% al 42%

Nei primi tre mesi dell'anno solamente a Portogruaro era stata registrata una percentuale più bassa di codici bianchi, mentre dopo la visita degli ispettori regionali questa si è portata in linea con la media veneta

Nel primo trimestre dell'anno la percentuale di codici bianchi registrata dai Pronto Soccorso scaligeri si attestava intorno al 17%, mentre a partire da agosto questa cifra è lievitata fino a toccare quota 42%. Piuttosto strano, ma cosa è successo? A fornire questi dati e a lanciare la successiva domanda è il quotidiano L'Arena, che prova a ricostruire le ultime settimane della vicenda, partendo dalla visita degli ispettori regionali avvenuta nel mese di luglio presso le strutture ospedaliere scaligere.
Stando a quanto riporta il quotidiano L'Arena, gli ispettori sarebbero giunti a Verona per suggerire all'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di aumentare questa percentuale e migliorare gli standard di recupero crediti. In Veneto infatti ma media di codici bianchi si attesta intorno al 40% e solamente Portogruaro con il 14% ha fatto "peggio" di Verona. Ma in che modo rendere possibile questa operazione? Utilizzando il software della Regione. Questo infatti, stando a quanto affermano il Tribunale del malato, alcuni medici e la segretaria di Fp-Cgil Sonia Todesco "non consente più alcun margine di manovra al personale sanitario": quindi se il caso in questione non rientra tra i dieci previsiti dalla delibera regionale, il codice verde passa automaticamente a bianco. Si tratta dello stesso programma che secondo l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto sarebbe "un indirizzo e il medico può imputare quello che vuole". 
Il giornale L'Arena riporta anche le dichiarazioni di Coletto che spiega i motivi per i quali la Regione ha dovuto adottare tale programma, in quanto "era anomalo che quattro Ulss su 21 avessero percentuali di codici bianchi sul 20 per cento e le altre il 45 per cento".
La replica arriva da Sonia Tedesco: "È facile spennare il cittadino partendo dal presupposto che vada al Pronto soccorso in maniera inappropriata", osserva la segretaria di Fp-Cgil che poi sottolinea in quale modo questo aumento di codici bianchi "venga vissuto come un abuso e stia deteriorando i rapporti fra medici e pazienti. Il gravissimo errore della Regione è di non aver adeguatamente informato i cittadini. È mio diritto sapere in quali casi il codice verde diventa bianco, così mi regolo. Qual è l'alternativa reale al Pronto soccorso? Per fare una diagnosi servono accertamenti, che nè i medici di base nè di guardia fanno". 

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