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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Progetto scuola, Avis e Fidas invitano i giovani alla donazione

L'assessore alle Politiche per l'Istruzione Marco Luciani ha presentato "Progetto Scuola", persensibilizzare i giovani alla donazione del sangue

Oggi, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, l'assessore alle Politiche per l'Istruzione Marco Luciani ha presentato “Progetto Scuola”, promosso da AVIS e FIDAS per sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue.

Il “Progetto Scuola”, sostenuto dalla Provincia di Verona con un contributo di € 5.000 e dal Centro Servizi per il Volontariato, coinvolge circa 17.000 studenti e 200 istituti dalla quinta elementare alla quinta superiore. Per i più giovani, minorenni, è previsto un percorso informativo curato da esperti che spiegheranno l'importanza della donazione per salvare vite umane. Gli studenti delle quinte superiori vengono invece seguiti da medici che, oltre ad informare sull’importanza della donazione, invitano i ragazzi maggiorenni a donare il sangue. Durante gli incontri verranno trattati argomenti relativi alle scienze anatomiche come la circolazione sanguigna, ma si parlerà anche di solidarietà, attenzione verso il prossimo e cura personale. In molte scuole superiori si sono formati gruppi di studenti e docenti donatori che fanno riferimento alla sezione scolastica di AVIS e FIDAS; l'Istituto “Giorgi” è riuscito a raggiungere 200 donazioni annue. Le associazioni mettono a disposizione degli studenti un servizio trasporti.


 “Siamo alla 15esima edizione del 'Progetto Scuola' e della lunga e proficua collaborazione tra AVIS e FIDAS – ricorda Luciani -. Un progetto importante anche nei numeri perché raggiunge più di 17 mila studenti delle elementari e delle  medie. I minorenni non possono donare il sangue ma si cerca comunque di trasmettere questa sensibilità e la cultura della solidarietà spiegandone l'importanza. Il progetto coinvolge anche gli istituti superiori con convegni e attività varie. L'esigenza di sangue è costante e, nonostante Verona sia ai primi posti come numero di volontari, serve un ricambio generazionale anche in considerazione del fatto che non si può essere donatori oltre i 65. La Provincia sostiene con convinzione il progetto e continuerà a farlo nonostante il difficile momento economico ci spinga spesso a contenimenti e tagli della spesa”.

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