Progetto Filobus e polemiche. Dal Pd una diffida nei confronti del Comune e Amt

Il progetto del nuovo Filobus che dovrebbe nascere a Verona, si porta dietro come sempre un fiume di polemiche a livello politico, ma anche numerose incertezze. A cominciare dalla data effettiva di inizio dei lavori, attualmente fissata al 18 gennaio

È battaglia aperta in Consiglio comunale a Verona in merito al progetto Filobus. Il cantiere dovrebbe ufficialmente partire da lunedì 18 gennaio, ma al momento le incertezze sono ancora molte, forse troppe.

Innanzitutto manca ancora il nome di chi dirigerà effettivamente i lavori, essendo impossibilitato da un parere legale ad assumere tale carica lo stesso direttore di Amt che ricopre già il ruolo di Responsabile unico del procedimento. In merito alla vicenda si è apertamente schierato in modo polemnico il gruppo consigliare del Partito Democratico veronese, annunciando di avere pronta persino una diffida ufficiale indirizzata nei confronti dell'Amministrazione comunale e della stessa Amt che costituisce la stazione appaltante.

"Lunedì 18 saremo in prima fila per constatare se la consegna lavori del filobus darà effettivamente la stura al conto alla rovescia dei mille giorni necessari alla realizzazione dell'opera oppure se si rivelerà l'ennesimo “cantiere civetta” buono soltanto a regalare un altro catering a spese dei cittadini. Al netto di tutte le promesse e delle giustificazioni che continuano a fioccare a pochi giorni dall'evento, le certezze si contano sulle dita di una mano.

Eppure il mezzo pubblico a trazione elettrica dovrebbe essere l'opera cardine di qualsiasi strategia rivolta a ridurre l'inquinamento e a migliorare la vivibilità della città. A parte l'enormità di trovarsi, dopo sette anni di annunci, promesse e spergiuri, a dover assegnare provvisoriamente la direzione dei lavori, sono sparite tutte le certezze circa l'innovatività del mezzo che, a proposito di ritardi, non è ancora stato scelto in via definitiva. Se, come ormai sembra certo, non ci sarà più il sistema di accostamento automatico alle banchine e se la capacità trasportistica delle carrozze resterà limitata a 140 passeggeri, che cosa giustifica l'adozione di un sistema più costoso e invasivo degli affidabili, ultracollaudati e più economici autobus doppi a metano? Mancherebbe solo di scoprire che il mezzo che si sta vagliando non prevede la guida immateriale vincolata posta come condizione del contributo statale!

È invece certo che, se partirà, il cantiere andrà da subito in contrasto con due precise prescrizioni uscite a suo tempo della conferenza dei servizi, la prima delle quali stabilisce l'obbligo di realizzare e collaudare i parcheggi scambiatori prima di mettere in esercizio il nuovo mezzo. Sulla base di questa condizione il filobus venne esonerato dalla valutazione di impatto ambientale ma, come è noto, le progettualità a cui sono legati i parcheggi scambiatori (traforo e terzo centro commerciale a Verona Est) sono assai incerte. La seconda condizione, scaturita da una osservazione di Atv, riguarda l'obbligo di ridefinire il piano di trasporto pubblico urbano di adduzione, di cui non c'è traccia. Per questo nei prossimi giorni verrà recapitata a Comune e Amt una diffida ad adempiere".

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