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Lavori socialmente utili per i profughi: l'integrazione virtuosa ed efficace

I numerosi profughi impegnati nei lavori di pubblica utilità ricevono il consenso e l'apprezzamento da parte di molti veronesi. Un segnale positivo che indica il successo di un modello d'integrazione virtuoso all'insegna della tolleranza

Dopo le difficoltà iniziali e alcune critiche forse un po’ precipitose, il progetto di solidarietà che vede impegnati nei lavori socialmente utili numerosi immigrati, pare iniziare a riscuotere un discreto successo. Non solo aumentano l’entusiasmo e la voglia di partecipare all’iniziativa da parte dei tanti richiedenti asilo sul territorio, ma ciò che desta ancor più soddisfazione è la reazione della popolazione locale, finalmente contenta di poter vedere impiegati tanti giovani volenterosi in servizi di pubblica utilità. Così è sicuramente un bel segnale il fatto che durante il lavoro, diversi veronesi offrano a questi ragazzi, occupati nella manutenzione e pulizia di strade e aree verdi, bibite per ristorarsi dal caldo e caffè. Un modello virtuoso d’integrazione sembra non solo possibile, ma anche reale e vincente.

Come riporta l’Arena, è Nadia Gobbio una delle responsabili della onlus Spazio Aperto che gestisce molti dei migranti nel veronese, a fare un po’ il punto della situazione: “L'impegno di queste persone nei lavori socialmente utili, prevalentemente per la pulizia di giardini e luoghi pubblici, si sta dimostrando di notevole efficacia. Gli stessi migranti aderiscono con entusiasmo, perchè possono così ripagare la comunità che li ospita e hanno l'opportunità di fare qualcosa. A Bussolengo, ad esempio, una parte degli ospiti sta operando al cimitero, al parco e nel progetto Onda volontaria. I migranti vengono utilizzati a rotazione, previa una breve formazione con una base minima di lingua italiana. E ci sono molte persone del luogo che hanno offerto indumenti e aiuti a questi giovani. A settembre si partirà con un progetto analogo a Isola della Scala, in collaborazione con le associazioni del territorio. Idem per gli ospiti di Costagrande, per i quali è stato necessario un periodo di assestamento”.

Sulla stessa linea si è espresso, così come riferisce l’Arena, anche il presidente del Centro di cooperazione giovanile Fiorenzo Scarsini, gestore dell’ostello di Villa Francescatti che ospita circa 90 profughi, dei quali al momento 27 impiegati nei lavori socialmente utili: “Per la precisione 25, divisi in cinque squadre, operano nei giardini di sinistra d'Adige, tra la Giarina e San Giorgio, nei giardini Cesare Lombroso e in piazza Vittorio Veneto, per tenerli puliti, mentre altri due si sono presi il compito di registrare le ore effettuate dai compagni, di tener aggiornate le formazioni delle varie squadre di pulizia e altre incombenze del genere. Devo dire che quest'attività di volontariato, che i nostri ragazzi svolgono con entusiasmo, stanno producendo molti effetti positivi, su di loro, che si sentono utili alla comunità in cui vivono e che imparano a conoscere, e tra i veronesi, che stanno imparando a loro volta a conoscerli. Non sono pochi quelli che in questi giorni sono andati a offrire ai nostri ragazzi bibite e caffè durante il loro lavoro”.

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