La produzione veronese accelera: "L'expot tira e il mercato interno avanza"

L'indagine svolta da Confindustria Verona prevede un ulteriore crescita nel prossimo trimestre: "Il 2017 potrebbe diventare il primo anno dal 2011 in cui le previsioni siano non solo confermate ma addirittura ritoccate all’insù"

L’ultima indagine sulla produzione scaligera, eseguita da Confindustria Verona, evidenzia numeri più che positivi per l’ultimo scorcio del 2016.

Secondo l'associazione, è in netta crescita la produzione industriale che dopo due trimestri di stabilità segna un +2,04%: era da dicembre 2015 che non si registrava un incremento di oltre due punti percentuali.
Un dato che si accompagna a un incremento delle vendite su tutti i mercati, in particolar modo quello domestico che si trova ora in fase di recupero (+4,54%).

Le previsioni per il prossimo trimestre prospettano un ulteriore crescita della produzione al +2,48%, creando un clima di grande positività: infatti solo un imprenditore su dieci si aspetta una diminuzione dei livelli produttivi.
Analizzando le previsioni infatti le prospettive degli ordini relativi al mercato domestico tornano a registrare il segno "più" (+0,37%). Migliori invece le aspettative di incremento per i mercati esteri, che arrivano a +1,35%. Nel complesso quindi il comparto dei servizi conferma una situazione di crescita stabile.

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Sul fronte internazionale i dati indicano che la ripresa globale, in atto da metà 2016, non tradisce le attese positive e il 2017 potrebbe diventare il primo anno dal 2011 in cui le previsioni siano non solo confermate ma addirittura ritoccate all’insù - ha affermato Michele Bauli, Presidente di Confindustria Verona -. Una crescita a cui contribuiscono sia i paesi avanzati sia gli emergenti. La produzione manifatturiera è vista un po’ ovunque in rapida crescita trainata dal commercio estero.
Segno di un ritrovato slancio è il dato sugli investimenti - ha proseguito Bauli -. In particolare il Centro Studi Confindustria ha individuato segni concreti dell’avvio di un nuovo ciclo internazionale di acquisti di macchinari e impianti, alimentato da maggiori aspettative di domanda, condizioni finanziarie molto favorevoli e saturazione della capacità esistente.
Non possiamo tuttavia non ignorare fattori di rischio che rimangono alti come il diffondersi del protezionismo e l’incertezza politica dovuta a elezioni importanti in programma in Europa.
In questo contesto nel nostro Paese la situazione è caratterizzata da fattori estremi. Il lato positivo è dato dall’export che avanza e dagli investimenti che per macchinari e mezzi di trasporto hanno segnato nel 2016 un +7,6% testimonianza che la politica industriale del Governo funziona e le aziende rispondono bene. Il lato negativo rimane una crescita che su scala nazionale rimane ancora troppo debole e il panorama politico incerto.
A Verona il trend internazionale è confermato con il 2016 che si è chiuso con tutti segni più e un 2017 che si è aperto in un clima di previsioni positive con nove imprenditori su dieci che si aspettano o stabilità o crescita della produzione nel primo periodo dell’anno. Tuttavia in linea con il contesto nazionale non possiamo ancora parlare di un diffuso ottimismo perché i dati sul clima di fiducia ci disegnano una situazione all’insegna dell’equilibro con il dato che ancora non arriva alla sufficienza (5,60 in una scala da 1 a 10). Se da un lato perciò le imprese veronesi e le loro produzioni sembrano agganciate ai trend europei dall’altro risentono di tutti i punti deboli del nostro Paese.

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