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Khadija Bencheikh (Foto di repertorio)

Khadija Bencheikh (Foto di repertorio)

Delitto Bencheikh, chiesto l'ergastolo per l'omicidio e la dispersione dei resti

Rito abbreviato per i due imputati, Agim Ajdinaj e il fratello Vezir. Per il primo, l'accusa ha chiesto il massimo della pena. Per il secondo, sei anni di reclusione

Si è celebrato ieri, 5 febbraio, nel tribunale di Verona, il processo con rito abbreviato che vede imputati Agim Ajdinaj e il fratello Vezir. Per il primo, il sostituto procuratore Giovanni Pietro Pascucci ha chiesto l'ergastolo per i reati di omicidio volontario, distruzione e soppressione di cadavere. Per il fratello, la pena richiesta dall'accusa è di sei anni di reclusione per distruzione e dispersione di cadavere, come riportato da TgVerona.

Agim Ajdinaj, albanese di 52 anni, è il reo confesso dell'omicidio di Khadija Bencheikh, la compagna marocchina di 46 anni con cui conviveva in piazzale Olimpia a Verona. Il 29 dicembre del 2017, i due avrebbero discusso e durante la lite l'imputato avrebbe ucciso la donna. Per coprire il delitto, l'uomo avrebbe fatto a pezzi il corpo di Khadija e lo avrebbe portato in un campo nella località Gardoni a Valeggio sul Mincio, sperando che gli animali selvaggi potessero far sparire i resti della vittima.

Per l'accusa, il fratello di Agim, Vezir Ajdinaj avrebbe collaborato nella distruzione del cadavere, ma l'uomo si è difeso ammettendo di aver preso parte all'occultamento dei resti, ma non alla soppressione del corpo senza vita della 46enne.

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