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Cartina del Veneto in cui sono evidenziati i livelli d'impatto dell'inquinamento da Pfas

Cartina del Veneto in cui sono evidenziati i livelli d'impatto dell'inquinamento da Pfas

Processo Pfas, tutti gli imputati rinviati a giudizio. «Merito della Regione»

La Regione Veneto si è costituita parte civile nel processo. L'avvocato Fabio Pinelli: «Ha dato un notevole contributo, a livello di ricerca e di studio. Ha supportato la cittadinanza e l'autorità giudiziaria sin dal primo giorno»

Lunedì scorso, 26 aprile, si è celebrata l'ultima udienza preliminare del processo per la contaminazione delle acque venete con sostanze perfluoroalchiliche, le cosiddette Pfas.
Gli imputati sono i vertici dell'azienda vicentina Miteni ed i dirigenti di Mitsubishi Corporation e di International Chemical Investors, le due società che per anni hanno avuto il controllo sulla Miteni. A vario titolo, a loro sono addebitati reati di estrema gravità, tra cui l'avvelenamento delle acque, il disastro doloso, oltre all'inquinamento ambientale e la bancarotta fraudolenta per il fallimento della Miteni.
Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero continuato imperterriti a svolgere un'attività d'impresa che determinava lo sversamento di Pfas nelle acque sotterranee e di falda, senza alcuna misura di precauzione e senza avvisare gli enti pubblici competenti. Enti pubblici tra cui figura anche la Regione Veneto, la quale si è costituita parte civile nel processo.
Nell'udienza preliminare di lunedì è stato permesso agli imputati di difendersi. I legali hanno chiesto che gli imputati non fossero rinviati a giudizio, basando la loro argomentazione su motivazioni tecnico-giuriche e sull'assenza, a loro dire, di dati certi nel panorama scientifico sugli effetti nocivi delle sostanze Pfas.

Dopo una camera di consiglio di circa tre ore, il giudice Roberto Venditti ha respinto le richieste dei difensori, rinviando a giudizio tutti gli imputati. La prima udienza del vero processo Pfas (finora le udienze erano state solo preliminari) si terrà davanti alla Corte d'Assise di Vicenza l'1 luglio 2021 e sarà anticipata da un'udienza intermedia ed interlocutoria il prossimo 6 maggio.
«Si tratta del primo procedimento per il territorio veneto per reati ambientali di cui viene investita la Corte d'Assise, in ragione della gravità dei reati ipotizzati e della loro natura dolosa e non semplicemente colposa - è stato il commento dell'avvocato Fabio Pinelli il quale rappresenta la Regione nel processo penale - Questa imputazione è stata possibile anche grazie al notevole contributo, a livello di ricerca e di studio, della Regione Veneto, che ha supportato la cittadinanza e l'autorità giudiziaria sin dal primo giorno di emersione della contaminazione, fiduciosa che si possa giungere all'accertamento delle responsabilità per tale disastro. La Regione ha chiesto risarcimenti milionari in ragione delle somme spese per il ripristino delle aree, per il rafforzamento delle infrastrutture e per lo sviluppo e l'attuazione dei piani di sorveglianza sanitaria».

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