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Primo Maggio dedicato alla sicurezza dei lavoratori. E rose per chi lavora

Anche quest'anno ragazzi e ragazze porteranno rose a chi non può festeggiare perché costretto a lavorare. E in piazza Bra, flash mob e concerto organizzati da Cgil, Cisl e Uil

Saranno sette figuranti ad aprire il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil di Verona per domani, 1 maggio, in piazza Bra in occasione della Festa dei Lavoratori. Sette figuranti come sette sono state, in questo inizio 2018, le vittime sul lavoro nella provincia scaligera. Sarà tutto dedicato alla sicurezza sul lavoro il Primo Maggio dei sindacati veronesi che alle 11.30 ha organizzato un flash mob al Liston di Piazza Bra. Una mobilitazione dal titolo esplicito: "Andiamo a lavorare e vogliamo tornare a casa".

Il nostro 1 maggio - ha detto Massimo Castellani, segretario generale Cisl Verona - sarà una rappresentazione teatrale dedicata a una tragedia dei nostri tempi, cioè gli infortuni e le malattie professionali. Purtroppo Verona vanta il triste primato di essere la provincia in cui sono avvenuti il maggior numero di infortuni mortali sul lavoro. Abbiamo scelto piazza Bra per coinvolgere il maggior numero di persone e per essere incisivi utilizziamo strumenti nuovi: il messaggio da far passare è che le morti sul lavoro sono una tragedia, ma che si possono evitare.

Al flash mob con corteo, seguirà un concerto cui tutti sono invitati a partecipare: un concerto particolare perché sarà realizzato con due strumenti tipici di chi lavora in fabbrica e che sono i primi strumenti di sicurezza: il caschetto protettivo e il fischietto. Il flash mob e il concerto sono organizzati grazie all'impegno e alla regia di Daria Anfelli e dei musicisti Giulio Perizzolo e Tommaso Castiglioni.

"Abbiamo buone relazioni con le associazioni datoriali e con lo Spisal - ha aggiunto Lucia Perina, segretario Uil Verona - ma è evidente che i controlli saranno tanto più efficaci, quanto più le sanzioni sono inequivocabili. Dobbiamo fare in modo che i controlli siano soprattutto preventivi, perché quando una persona muore, è già tardi per andare a controllare".

Michele Corso, segretario generale Cgil Verona, ribadisce: "È inconcepibile che nel 2018 si continui a morire e ad ammalarsi nei luoghi di lavoro ed è fondamentale non far passare l'idea che si tratta di una fatalità, ma bisogna investire in formazione. Il tema della sicurezza deve diventare il primo punto all'ordine del giorno delle prossime tornate di rinnovi contrattuali. È importante che anche i datori di lavoro non pensino che il tema si risolva ottemperando alla fase burocratica della sicurezza, ma che facciano investimento per realizzarla davvero".

Foto Segretari cgil cisl uil verona-2
(I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Verona)

E il Primo Maggio non sarà festa per tutti i lavoratori. Alcuni infatti anche domani andranno sul posto di lavoro, come se fosse un giorno qualsiasi. 

Anche quest'anno molte lavoratrici e molti lavoratori sono costretti a lavorare anche il Primo Maggio, come in qualsiasi altro giorno dell'anno. Per questo un gruppo di associazioni, in tutto il Veneto, ha organizzato anche quest'anno un'iniziativa floreare, recandosi in alcui luoghi di lavoro e portando delle rose a chi deve lavorare anche l'1 maggio. Le associazioni sono Fornaci Rosse, Binario 1, Rete degli Studenti Medi del Veneto, StudentiPer - Udu Padova, Udu Venezia e Udu Verona.

Vogliamo donare una rosa per ribadire che le persone e i loro diritti hanno più valore di ogni esigenza di mercato - scrivono - Una speranza, la nostra, che si scontra con la realtà di un Paese in cui anche quest'anno stiamo assistendo alle aperture insensate di negozi, supermercati e centri commerciali nei giorni della Festa della Liberazione e della Festa del Lavoro. Riteniamo che la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione, costretti sul luogo di lavoro anche il Primo Maggio, sia simbolica di una società che nega il valore della persona e del lavoro. Per questo anche quest'anno il Primo Maggio saremo nei negozi e nei centri commerciali, non per fare shopping ma per regalare rose rosse a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.

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