Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca San Zeno / Corso Castelvecchio

Per la rapina di Castelvecchio arrivano subito le prime due condanne

Due dei sei imputati hanno patteggiato: uno è stato condannato a tre anni e 4 mesi, l'altro a un anno e otto mesi. Per gli altri quattro si procederà con il rito abbreviato

Primo giorno di processo e prime condanne per la rapina di Castelvecchio. Sei gli imputati, accusati di rapina a mano armata in concorso e sequestro di persona. Nell'udienza preliminare, come riporta l'Ansa, davanti al Gup Luciano Gorra, due degli imputati hanno patteggiato la condanna: il bresciano D.D. a tre anni e 4 mesi e il moldavo A.B. a un anno e otto mesi.

Rito abbreviato per gli altri quattro, tra cui figura la guardia giurata in servizio la sera dalla rapina, suo fratello gemello, la sua compagna moldava e un'altra persona di nazionalità moldava. Le altre persone arrestate lo scorso marzo hanno chiesto di essere processate in Moldavia. La prossima udienza è stata programmata per il 7 novembre.

"Ci ritroviamo nell’assurda situazione in cui si è aperto il processo ma dei 17 capolavori non abbiamo nessuna novità per il ritorno a Verona", questo l'amaro commento dell'onorevole veronese del M5S Mattia Fantinati.

"A quasi sei mesi dal ritrovamento, le preziose tele restano ancora in Ucraina - continua Fantinati - Una vicenda gestita male dal sindaco Tosi fin dal principio. Non ha salvaguardato i capolavori, ha solo pensato alla visibilità internazionale, conferendo al presidente Poroshenko la cittadinanza onoraria della città. Onorificenza che, continuo a ribadire, andrebbe tolta immediatamente, visti gli sviluppi della vicenda. In questi ultimi due mesi il primo cittadino, passando parola e responsabilità dapprima al ministro Franceschini per poi coinvolgere lo stesso Renzi, se ne è palesemente lavato le mani. Tosi ha dimenticato che i quadri, trafugati da quasi un anno, sono un patrimonio di tutti i veronesi e devono ritornare al più presto in città, senza se e senza ma. Chiederò il prima possibile un colloquio con l'ambasciatore ucraino in Italia per sollecitare il ritorno dei capolavori a Verona".

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