Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Cirinnà, prima unione omosessuale a Verona. Arcigay: "Un giorno di festa"

La celebrazione si svolge sabato 20 agosto alle 18.00 nella sala Araldi del Comune e unirà Luciano Mazzucato e Mauro Bertoni, dopo 37 anni di vita vissuta insieme

Oggi, 20 agosto, alle 18.00 nella sala Araldi del Comune di Verona, Luciano Mazzucato e Mauro Bertoni si uniscono civilmente secondo le disposizioni approvate dalla nuova legge Cirinnà che regolamenta le unioni civili omosessuali. Alle coppie dello stesso sesso vengono riconosciuti i medesimi diritti delle coppie eterosessuali coniugate, esclusi i diritti relativi ai figli salvo le eccezioni consentite dalla legge sulle adozioni attualmente in vigore.

"Gioiamo in questo giorno di festa che rappresenta un primo ma enorme traguardo per la comunità LGBTI ed un avanzamento dei diritti civili in Italia. Grazie alla legge Cirinnà per la prima volta nel nostro paese il parlamento istituisce la piena legittimità dell’amore tra due persone dello stesso sesso. Luciano e Mauro, a cui vanno tutti i nostri più sentiti auguri, dopo 37 anni di vita condivisa avranno finalmente il dovuto riconoscimento legale della loro unione e sopratutto del loro progetto di vita insieme come coppia", ha commentato Alex Cremonesi, a nome di Arcigay Verona.

Dopo l’approvazione della legge e l’apertura da parte dell’amministrazione comunale di Verona di tutti gli spazi concessi alle coppie eterosessuali, non sono mancate però le polemiche. La diatriba degli spazi aperti alle unioni civili per coppie dello stesso stesso nell’ambito di "Sposami a Verona" si è concentrata in particolar modo sulla prestigiosa Casa di Giulietta, simbolo in Italia e nel mondo di Verona, già prenotata da diverse coppie omosessuali anche grazie al notevole risalto dato su importanti quotidiani internazionali.

"La legge Cirinnà è molto chiara: l’art. 1 comma 20 chiarisce come tutte le leggi ed i regolamenti, anche comunali, che si intendano riferiti alle coppie eterosessuali debbano essere estesi anche all’unione civile omosessuale. Non si lascia quindi discrezionalità alle discriminazioni o spazio politico a chi intende montare polemiche inutili, funzionali forse ad accaparrare qualche voto in vista delle elezioni comunali del 2017 - ha aggiunto il presidente di Arcigay Verona - Se Shakespeare avesse scritto la sua opera oggi, racconterebbe di Mauro e Luciano, e sarebbe ambientata sempre a Verona in quanto città ancora tristemente nota per le mozioni omofobe del '95 mai cancellate. Parlerebbe del loro amore romantico, come di quello di Marco e Luca, o Giulia e Laura, che al pari del sentimento che univa i famosi Romeo e Giulietta era ostacolato da chi non lo voleva capire, da chi non lo riteneva consono alle proprie convizioni. Lo stesso amore che lega questi due amanti per la vita, oggi, come domani, avrà però a differenza della dramma shakespeariano un epilogo felice come nel caso di Mauro e Luciano, e di tutte le coppie dello stesso sesso che si unirano in futuro a Verona come in tutto il paese".

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