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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Erano intestati a loro 160 veicoli collegati a reati e due false società: 2 donne rinviate a giudizio

L'operazione "Auto fantasma", della Polizia Locale di Verona, ha preso il via da un controllo dei carabinieri di San Giovanni Lupatoto eseguito a metà ottobre 2021: «Si è riusciti a bloccare questa attività di intestazione dimostrando una truffa a danni dello Stato»

Un'indagine iniziata a Verona dalla Polizia Locale, in collaborazione con i carabinieri della stazione di San Giovanni Lupatoto, grazie all'utilizzo delle banche dati "Giano", ha portato a scoprire due donne milanesi prive di reddito, una delle quali residente in un alloggio comunale, intestatarie di 160 veicoli e due false società. Come rifersicono da Palazzo Barbieri, si tratterebbe di componenti di un’organizzazione ramificata sul territorio dal Lazio al nord Italia, che sfrutterebbe i veicoli per commettere reati di vario genere, come furti agli anziani, in abitazioni e rapine. 

L’operazione, denominata "Auto fantasma", è iniziata a metà ottobre del 2021, quando i militari lupatotini fermarono un veicolo per un controllo. In quell’occasione vennero trovati documenti e una moltitudine di chiavi di altre auto: tra le carte sequestrate, anche un certificato di proprietà intestato ad una cinquantenne milanese, i cui veicoli erano stati già visti circolare in zone dove, successivamente, si erano verificati furti in abitazione.

Dall'attività investigativa sarebbe venuta alla luce la rapidità con cui alle donne venivano intestati uno o due veicoli al giorno fino ad arrivare a 160, molti dei quali in fermo fiscale e quindi sottoposti a divieto di vendita. Per questo motivo, gli agenti della Polizia locale hanno incrociato i dati con l’Ufficio Intestazioni Fittizie della Procura di Milano, dove è emersa una lista di reati collegati, come false attestazioni e resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, porto ingiustificato di armi e di oggetti per lo scasso.

La Procura di Milano ha successivamente emesso un blocco anagrafico per le due donne in modo da vietare qualsiasi tipo di intestazione fittizia. I veicoli sono stati posti sotto sequestro e ha preso il via un procedimento per truffa a danni dello Stato, che ha portato al rinvio a giudizio delle due donne.

Dall’inizio del 2019 sono 16 i prestanome scoperti dal Nucleo della Polizia Locale di Verona e più di mille i veicoli cancellati al PRA. Gli illeciti o i reati collegati a queste auto con intestazione fittizia, come nel caso delle due donne milanesi, sono sanzioni amministrative mai pagate superiori al milione di euro per infrazioni che, oltre a multe da autovelox o Ztl, comprendono pirateria della strada con soggetti pregiudicati coinvolti in incidenti anche gravi che si sono dileguati.

«Ancora una volta risulta determinante il lavoro svolto dalla Polizia locale – ha affermato l’assessore Padovani -. Questo anche grazie alla collaborazione con i carabinieri, che ci ha permesso in due anni di individuare 16 soggetti proprietari di circa mille autoveicoli sequestrati. Un’attività che vede la Polizia locale essere un fiore all’occhiello di Verona».

«Grazie all’Autorità giudiziaria e alla sinergia tra forze dell’ordine, partendo da un controllo siamo risaliti all’utilizzo di veicoli usati dalla criminalità in mezza Italia – ha detto il Comandante Altamura -. Si è riusciti a bloccare questa attività di intestazione dimostrando una truffa a danni dello Stato. Devo ringraziare gli operatori del Laboratorio Analisi Documentale per l’intensa attività che, grazie al fondamentale sistema "Giano", ci permette di individuare ed aprire nuove attività di indagine, visto che alla guida di queste auto ci sono soggetti che commettono reati».

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