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Presi ladri piromani, razziano un'auto e la incendiano

Presi ladri piromani, razziano un'auto e la incendiano

Presi ladri piromani, razziano un'auto e la incendiano

Due giovani calabresi prima dell'arrivo degli agenti avevano gi depredato tre veicoli a Borgo Roma

Non si sa se sia stato semplice vandalismo o dietro ci sia qualche motivo più serio. Fatto sta che ancora non si sa perché Francesco Mazzei, 32enne nato a Dusseldorf ma di origini calabresi, e Lucio Guarasci, 26enne nato a Cariati in provincia di Cosenza, abbiano deciso di dare alle fiamme una Fiat Punto parcheggiata in via Pomposa, in Borgo Roma. Gli investigatori propendono per la prima ipotesi: nessuna ragione particolare, solo un gesto senza senso dettato dal momento.

I due sono stati arrestati dalla polizia poco dopo la mezzanotte del 25 settembre, dopo che avevano già distrutto i finestrini e piegato gli sportelli di tre auto posteggiate. Si erano portati via tutto ciò che c'era a portata di mano. Colpite prima una Fiat 600, poi una Bmw e, infine, la Fiat Punto che poi hanno dato alle fiamme. Due coniugi si sono affacciati alla finestra attirati dal rumore di vetri in frantumi e hanno visto i ladri, a volto coperto, in piena azione. Secondo la loro testimonianza, dopo aver depredato la Punto hanno preso della carta e, con un accendino, l'hanno incendiata inserendola nel serbatoio. Ma il tentativo non è andato a buon fine. I due, quindi, per riuscire nel loro intento hanno gettato sul sedile del passeggero la carta accesa.

All'arrivo delle Volanti Mazzei, che ha una lunga lista di precedenti per droga e reati contro il patrimonio, e Guarasci, la cui fedina penale è macchiata da una denuncia per rissa, vengono bloccati. Durante la perquisizione addosso al primo viene trovato un paio di Ray-Ban e l'accendino con cui era stato appiccato l'incendio, nascosti nelle mutande del secondo, invece, sono stati rinvenuti un paio di occhiali, una macchina fotografica e un portafoglio. Tutto materiale appena rubato e poi restituito ai legittimi proprietari. I due sono rinchiusi a Montorio con l'accusa di furto aggravato in concorso e di incendio doloso fino all'inizio del processo fissato il 13 ottobre.

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