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Presentato il bilancio dei controlli antiaccattonaggio

Presentato il bilancio dei controlli antiaccattonaggio

Presentato il bilancio dei controlli antiaccattonaggio

Tosi: "Il femoneno si sta facendo sempre pi preoccupante, occorrono seri provvedimenti"

Quasi 1.500 violazioni accertate, 5.500 euro sequestrati quale provento dell’attività illecita, 13 persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per sfruttamento di minori. Questo il bilancio dei controlli antiaccattonaggio della Polizia municipale dal 2008 ad oggi, presentato oggi a palazzo Barbieri dal Sindaco Flavio Tosi e dal Comandante della Polizia municipale Luigi Altamura.

“Si tratta di un fenomeno in evoluzione – dice Tosi - che a Verona negli ultimi mesi sta diventando preoccupante. Attraverso la Polizia municipale si fanno i controlli, si sequestrano i proventi e si fa capire che è un fenomeno che non viene accettato: non si tratta di povertà vera, che viene gestita dai Servizi sociali e dalle associazioni caritatevoli, ma di un racket organizzato e gestito in maniera professionale da gente che spesso non è nemmeno bisognosa. Ormai gli accattoni sono tanti e nonostante gli interventi numerosi e massicci, nonostante le segnalazioni dei cittadini, che ci aiutano ad intervenire, il problema sta diventando pesante e dovremo porlo all’attenzione di livelli superiori, perché così non si può andare avanti. Entro un paio di settimane dovremmo avere il Ministro Maroni a Verona, e su questo aspetto in particolare, e più in generale sui poteri di ordinanza dei sindaci dopo la recente sentenza, ci confronteremo direttamente. Intanto faccio appello ai cittadini perché segnalino il fenomeno e non diano elemosine, che non vanno a finire ai veri poveri, ma che finiscono per finanziare racket e organizzazioni criminali”.

“Il fenomeno è tornato in maniera importante a Verona – spiega Altamura - in seguito all’arrivo in città di gruppi organizzati di rumeni e bulgari, provenienti da Milano e da aree limitrofe, oltre che dall’estero. Interventi e controlli della Polizia municipale hanno infatti messo in luce un fenomeno variegato, gestito ed organizzato da persone che lucrano su necessità e su disgrazie altrui. Più volte gli agenti hanno individuato chi, utilizzando auto e furgoni, trasporta i mendicanti nei vari punti della città e li accompagna sul “luogo di lavoro”. È così che sono organizzati l’accattonaggio più comune, agli incroci cittadini e quello con sfruttamento di disabili con menomazioni gravi, che costringono spesso questi mendicanti a spostarsi su skateboard o tavole con rotelle. Esistono però anche altre forme di accattonaggio, spesso più individuali, ciascuna con le proprie particolarità: si va dai soggetti nordafricani che operano nei parcheggi pubblici, nei supermercati o all’esterno delle chiese, all’accattonaggio effettuato con animali e cuccioli nelle vie del centro fino allo sfruttamento dei bambini e neonati. In particolare, in Borgo Milano sono state sanzionate più volte e allontanate persone che erano inserite negli elenchi dei residenti nell’ex campo nomadi di Boscomantico”.


“Rispetto al passato, tuttavia, - continua Altamura - l’accattonaggio con minori ha subito un deciso ridimensionamento: delle 13 persone segnalate all’Autorità Giudiziaria dal 2008 ad oggi, solo una è stata denunciata dopo il 2010, a riprova della decisiva efficacia di controlli e strumenti messi in campo dalla Polizia municipale. Uno di questi strumenti riguarda il decreto legislativo n. 30 del 2007, che consente di allontanare dal territorio nazionale anche i cittadini comunitari, secondo una procedura elaborata in accordo con la Prefettura. Solo nei primi tre mesi del 2011, il Sindaco ha chiesto al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico 187 provvedimenti per l’allontanamento di cittadini comunitari”.

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