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Tra premiazioni e bilanci, il corpo dei carabinieri celebra i suoi 203 anni

In occasione della cerimonia, sono stati premiati 18 militari che si sono distinti durante il servizio e sono state fornite le cifre sugli interventi compiuti nell'ultimo anno di attività

Il 203° anniversario della fondazione dell'Arma è stato celebrato nella mattina del 5 giugno dai carabinieri del comando provinciale di Verona nella casrma di via Salvo d'Acquisto.
Una cerimonia improntata alla massima sobrietà, svolta alla presenza delle autorità provinciali civili e di militari provenienti da tutta la provincia, i quali hanno affermato il proprio orgoglio per appartenere ad un'istituzione così vicina alle molteplici esigenze di sicurezza che provengono dalla collettività e la propria volontà di mantenere alti e forti i principi di libertà, giustizia e di rispetto delle regole del vivere sociale.

Dopo la lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma, un saluto ai presenti è stato poi rivolto da parte del colonnello Ettore Bramato, che ha illustrato l’attività operativa del comando Provinciale, prima del momento della premiazione dei militari che si sono particolarmente distinti nella loro mansioni.

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LE PREMIAZIONI - 18 in tutto i carabinieri premiati per l'impegno profuso nelle attività dell'Arma: 

  • i carabinieri Antonio Sassano ed Alessandro Rodella, effettivi alla stazione di Sommacampagna, che hanno ricevuto un encomio solenne del Comando Generale dell’Arma per avere, in occasione di un violento incendio in abitazione, salvato una donna rimasta intrappolata all’interno, mettendo a repentaglio la loro stessa vita;
  • il maresciallo capo Luigi Russo, il maresciallo aiutante Alessandro Cantoni, il brigadiere (ora in congedo) Aldo Palumbi e l’appuntato Scelto Stefano Maltempi, del reparto operativo, per la spiccata professionalità evidenziata nell’ambito delle indagini che hanno portato, fra novembre 2015 e maggio 2016, alla cattura di 18 persone, componenti di un sodalizio criminale su scala internazionale, ed al recupero di 17 dipinti di notevole valore artistico custoditi all’interno del museo di Castelvecchio;
  • il luogotenente Mauro Tenani, i brigadieri capo Elvisio Spedicato e Marco Chinaglia, i vice brigadieri Gabriele Pasotti e Lorenzo Sarti e l’appuntato scelto Giuseppe Tisato, tutti effettivi alla compagnia di Legnago, per avere arrestato, nel mese di agosto 2016, a conclusione di una brillante attività d’indagine, gli autori di un sequestro di persona a scopo di estorsione, riuscendo al tempo stesso a liberare l’ostaggio;
  • il capitano Gabriele Schiaffini ed il luogotenente Stefano Albarello, del comando provinciale, per la particolare opera svolta nel corso di missione internazionale di pace in Kossovo;
  • l’appuntato scelto Claudio Morena, effettivo alla compagnia di San Bonifacio, che nel luglio del 2016 a Roncà ha salvato la vita ad una persona che, con l’intenzione di togliersi la vita, si era tagliata le vene di un polso con un taglierino;
  • il maresciallo aiutante Mirko Elio benetti e l’appuntato scelto Alessandro Feder, della compagnia di Verona, per la brillante indagine che nel novembre scorso ha portato all’arresto di un pericoloso malvivente autore di una cruenta rapina ai danni di una parafarmacia del centro;
  • il maresciallo capo Davide Ober, il brigadiere capo Davide Corradini, gli appuntati scelti Andrea Quaglia e Alessandro Mischi e l’appuntato Vicenzo Luccarelli, effettivi al nucleo investigativo ed al nucleo operativo e radiomobile di Verona, per l’operazione del mese scorso nel quartiere di Borgo Trento, dove un individuo, sofferente di patologie psichiatriche, si era barricato in casa con una fiocina da sub ed aveva tentato più volte di colpire i militari che, dopo una estenuante trattativa ed una risolutiva irruzione, sono riusciti a porre fine alla situazione di pericolo;
  • l’appuntato scelto Salvatore Taibi ed il carabiniere scelto Michele Rossi, della stazione di San Martino Buon Albergo, che soli 4 giorni fa, rischiando la loro incolumità personale, non hanno esitato ad arrampicarsi su un tetto spiovente riuscendo a trarre in salvo un uomo che, dopo aver perso una forte somma di denaro al gioco, era intenzionato a lasciarsi cadere nel vuoto da un’altezza di 15 metri.

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IL BILANCIO DEL 2016 - La particolare ricorrenza ha costituito anche l'occasione per un bilancio consuntivo dell’attività svolta dal comando provinciale di Verona in tutto il 2016. Risultati che, peraltro, trovano riscontro anche nel trend altrettanto positivo registrato dai dati riferiti ai primi 5 mesi dell’anno in corso.

I circa 900 carabinieri del comando provinciale di Verona, che si articola su 6 compagnie (Verona, Villafranca, Peschiera del Garda, Caprino Veronese, Legnago e San Bonifacio), da cui dipendono 51 Stazioni dislocate in quasi tutti i comuni della provincia, con 28.335 reati perseguiti, hanno contrastato l'87% del totale dei crimini, procedendo per oltre 3 reati su 4 di tutti quelli denunciati.
I militari veronesi hanno segnalato all’autorità giudiziaria 6.858 persone (in linea con l’anno precedente), 1.087 delle quali sono state tratte in arresto.
Nell’ultimo anno sono stati 5 i casi di omicidio dei quali si sono occupati gli uomini dell'Arma e per 4 di questi i responsabili son o già stati affidti alla giustizia. Si tratta di una insegnante uccisa a Pastrengo dall’ex fidanzato, di una donna rumena rapinata ed accoltellata a Boscomantico da un cittadino paraguaiano, di un pensionato strangolato dal figlio disabile a Cerro Veronese e di un uomo ricoverato in rianimazione all’ospedale di Legnago ed ucciso da un altro paziente in preda ad una follia omicida. Rimane tuttora insoluto l’efferato omicidio di un 72enne ristoratore di Marano di Valpolicella, frazione Valgatara, ucciso nel corso di una rapina avvenuta ad agosto scorso nella sua abitazione.
Il reato perseguito con sempre maggiore efficacia è stato il furto, per cui sono state denunciati a piede libero 626 individui e ne sono stati arrestati 248 (grazie all’opera di prevenzione svolta è stato registrato un calo del -10%). In sostanza, i carabinieri di Verona sono stati in grado di assicurare alla giustizia gli autori di circa il 6% dei furti consumati.
Un ruolo di primo piano è rivestito costantemente dall’attività di contrasto allo spaccio ed al consumo, specie fra i più giovani, delle sostanze stupefacenti: ben 129 le persone arrestate ed 88 quelle denunciate in stato di libertà.
Particolare attenzione è stata dedicata alle truffe, specie quelle in danno di anziani, ed alle frodi informatiche: denunciate in tutto 427 persone.
Particolarmente incisivo il contributo fornito dalla sezione investigazioni scientifiche, che riveste un ruolo sempre più determinante nella risoluzione delle indagini: 564 fotosegnalamenti, 51 interventi per rilievi tecnici, 207 accertamenti dattiloscopici (di cui 64 hanno condotto all’identificazione di persone). Dalle sezione dipende anche il laboratorio analisi sostanze stupefacenti che, con 376 accertamenti chimici svolti su 1.588 reperti, ha effettuato 9.528 analisi per tutte le forze di polizia delle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia.
L’impegno profuso dall’Arma è evidente non solo dal punto di vista repressivo ma anche e soprattutto sul piano preventivo, del controllo del territorio: sono state eseguite 41.868 pattuglie e perlustrazioni che, con l’impiego di 82.990 militari, hanno consentito di controllare 110.123 persone (+58%) e 65.123 veicoli (+90%).
Grande rilievo va attribuito al servizio di prossimità, nell’ambito del quale l’azione dei Comandanti di Compagnia e di Stazione è stata rivolta, oltre che alla repressione degli illeciti, anche alla rassicurazione sociale, concretizzando quotidianamente il senso di vicinanza alla popolazione che ha da sempre rappresentato uno dei tratti distintivi dell’Istituzione. Durante tutto il 2016 sono stati svolti, con la collaborazione delle amministrazioni comunali, 124 incontri rivolti soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, maggiormente esposte alle aggressioni della microcriminalità; i militari, dimostrando particolare sensibilità e senso di appartenenza alle varie comunità locali, hanno illustrato alle numerosissime persone accorse i principali accorgimenti per difendersi dalle varie forme di truffa e dalle tipologie più diffuse di furto, primo fra tutti quello in abitazione. Altro tassello fondamentale del servizio di prossimità è rappresentato dalla collaborazione con gli istituti scolastici: 79 le conferenze tenute presso istituti scolastici, 26 le visite guidate all’interno della caserma, nell’ambito della diffusione della c.d. “cultura della legalità” a vantaggio di centinaia di studenti delle scuole elementari, medie e superiori.

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