Finto operatore delle Poste, truffa una donna al telefono e fa sparire 5 mila euro dal conto

Quando la donna si è accorta dell'ammanco, ha denunciato il tutto ai carabinieri di Pastrengo, che hanno dato il via alle indagini e individuato il presunto malfattore, che ora dovrà rispondere di frode informatica

La stazione dei carabinieri di Pastrengo

Avrebbe raggirato una donna al telefono per accedere al suo conto Banco Poste, ma i carabinieri di Pastrengo sono risaliti a lui: M.L., 59enne originario della zona di Napoli, è stato quindi denunciato per il reato di frode informatica

Il tutto sarebbe avvenuto nello scorso mese di marzo, quando una donna residente a Pastrengo ha denunciato ai militari di essere stata contattata telefonicamente da un uomo che l'avrebbe invitata ad aggiornare l’applicazione di Poste Italiane, di cui si sarebbe finto operatore, per aumentare il livello di sicurezza. Nel corso della conversazione l’interlocutore, calatosi nel ruolo, sarebbe riuscito a conquistare la fiducia della donna, inducendola addirittura a comunicargli il codice PIN del conto corrente.

Qualche giorno dopo però la vittima è stata informata dal servizio clienti di Poste Italiane che era stata indebitamente trasferita la somma di 4950 euro dal suo conto ad un altro; a quel punto la malcapitata ha capito di essere stata raggirata dall’uomo, al quale aveva fornito il suo codice PIN consentendogli così di operare indisturbato sul suo conto, ritenendolo un operatore delle Poste. 

Ricevuta la denuncia, i militari hanno dato il via alle indagini che hanno permesso di appurare come l'uomo, poi identificato in M.L., avrebbe acquisito il codice PIN del conto della vittima e trasferito poi il denaro su una carta prepagata gestita da una filiale di una Banca di Milano, attivata soltanto qualche giorno prima della truffa, ed il cui IBAN risulterebbe essere intestato proprio a lui.

Dalla documentazione acquisita presso la filiale che gestiva la prepagata, i carabinieri avrebbero appurato che, una volta incamerata la somma sottratta alla donna, sarebbero stati eseguiti una serie di altri pagamenti sino all’esaurimento completo del denaro in essa contenuta. A quel punto, confrontando la copia del documento di identità esibito per l’attivazione della carta con la documentazione rilevata presso l’ufficio Anagrafe del comune di Napoli che lo aveva rilasciato, gli investigatori sarebbero risaliti alle generalità del malfattore, sul cui conto risultano plurime denunce per reati della stessa natura.

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